LE STREGHE SON TORNATE

 

USCITA: 30 aprile 2015

Regia :Alex de la Iglesia :Sceneggiatura : Alex de la Iglesia ,Jorge Guerricaechevarria

Attori: Javier Botet, Mario Casas, Santiago Segura,Carolina Bang, Carmen Maura, Hugo Silva, Carlos Areces , Secum de La Rosa , Pepon Nieto.Genere : Commedia Horror Anno: 2013.

 

Fotografia: Kiko de la Rica.

Montaggio: Pabloa Blanco

Musiche: Joan Valent

Produzione : Enrique Cerezo Producciones Cinematográficas S.A., La Ferme! Productions

Distribuzione : Officine Ubu

Paese: Spagna, Francia

Durata: 104 Min

 

 

16/05/2015 ) -“Un orso e un albero”.

-Un uomo nudo”.
“Un soldato verde e un bambino. E’ lui l’eletto”, tuona l’incandescente e volitiva Graxiana mentre legge i tarocchi in una grotta di Zugarramurdi.
Questo magico luogo è veramente esistente, si trova quasi al confine con la Francia. Zugarramurdi è noto per essere ‘il paese delle stregh’, ricordato per le drammatiche repressioni che l’inquisizione spagnola attuò per i casi di stregoneria.
Nell’affollata e colorata Madrid, sotto la Puerta del Sol, le parole della potente Graxiana si materializzano. Un Gesù seminudo argenteo che porta una croce, accompagnato da un bambino di meno di dieci anni e da un soldato verde ed uno Spongebob, si appresta a svaligiare un negozio di Compro oro. Le immagini della rapina sono cariche di tonalità calde quanto rapide ed incandescenti: questi improvvisati ladruncoli battibeccano nervosamente tra loro e, sebbene grottescamente mascherati, riescono a terrorizzare portando con sé una borsa piena di anelli.
Ma gli anelli hanno un significato profondo, sono l’espressione di promesse, spesso non mantenute.
Niente va come previsto, la polizia da il via ad un parapiglia e porta all’arresto solo di alcuni complici della “banda degli anelli”.
Il Gesù seminudo è la mente del gruppo di scapestrati: nessuna avidità cova in Josè (Hugo Silva), padre divorziato stressato dalla nevrotica moglie Silvia, che gli rifiuta l’affidamento congiunto del figlio. Il bottino deve essere utilizzato per ottenere la tanto agognata custodia.
Il suo compare è Tony (Mario Casas), uno straordinario improbabile rapinatore, depresso cronico, sottomesso dalla sua compagna, avvocatessa di grido; la sua identità maschile sembra sfuggirgli.
I tre si infilano in un taxi, sequestrano l’autista Manuel (Jaime Ordonez) che si unirà a loro per solidarietà, deciso ad espatriare in Francia. Manuel crede nel sovrannaturale, è un’altra vittima dell’universo femminile: sua madre, sua moglie e sua suocera un tempo si incontravano al centro commerciale per parlare male di lui.
I tre, con toni spietati ma terrorizzati, animati da uno spirito di rivalsa, concordano che le donne sono diaboliche e l’universo femminile è teso ad umiliare profondamente la capacità di reazione dell’uomo. I divertenti battibecchi raccontano i bruschi cambiamenti dell’uomo di oggi, così come ricordano le paure dell’uomo di ieri. Il regista Alex de Iglesia libera il suo genio visionario, è un equilibrista che corre sempre sul filo della satira audace, senza mai far cadere “i nostri” nella misoginia: non hanno nessuna avversione per le donne, e le streghe, creature strane ma affascinanti, capitolano anche loro quando si parla di amore.
Attraverso il cellulare, Silvia, la moglie di Josè, localizza la banda ma a sua volta è inseguita da impacciati poliziotti. Per sbaglio Jose, il bambino, Toni e Manuel si fermano in un’osteria, bevono una tazza di brodo servita da Marichi (madre di Graciana) un’anziana simile ad una fosca regina degli zingari. Impauriti riprendono l’auto, investono una donna che improvvisamente si dissolve nel nulla, proseguono incontrando la fascinosa ed elegante Graciana che li conduce in una dimora disabitata dove arriva la figlia Eva (Carolina Bag). Quest’ultima si innamora subito di Josè, grave trasgressione per una strega! Ad ogni modo, i suoi occhi sono ancora spiritati, la chioma resta per metà bionda e fluente e per metà rasata (mero specchio di una sua insofferenza) e continua a sfrecciare sicura sulla sua moto.
Sembra stabilito il destino dei tre, pronti per essere sacrificati in un grandioso banchetto. Fuggono dalla dimora ma dimenticano la borsa piena di anelli e purtroppo devono ritornare… I nostri vivranno un incubo mai immaginato, visivamente più simile ad un infernale girone dantesco: l’estro del regista si scatena, seduce il suo pubblico catapultandolo in un clima angosciante quanto claustrofobico, che cinematograficamente oscilla tra la commedia, thriller e l’horror. L’inebriante miscuglio di giochi di splatter, la sensualità di Eva, unitamente al personale gusto per l’orrido del regista, profumato dai frizzanti e divertenti battibecchi delle streghe che stemperano il drammatico clima, suscitano nello spettatore le più diverse sensazioni. Il film è una guerra tra maschi e femmine? La farsa gioca da vera maestra, fagocita sia l’universo femminile sia l’identità maschile, ma è felice ausilio per condannare coloro che considerano la donna come una minaccia, oppure tutte quelle donne che preferiscono l’uomo troppo remissivo. Álex de la Iglesia ha fatto centro, firma un film che ha un suo stile e una sua profondità, visto che in quell’esuberanza che tanto ci soggioga si trovano i nostri pregi e difetti e le nostre difficoltà di relazione.

di Paola Olivieri

Print Friendly, PDF & Email

paola olivieri

rfwbs-sliderfwbs-sliderfwbs-sliderfwbs-slide