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Milano :” Nel nome di Antea – L’arte italiana al tempo della guerra di Massimo Martella”

Milano :” Nel nome di Antea – L’arte italiana al tempo della guerra di  Massimo Martella” R. Paolo Ferrari. Musica: Alessandra Celletti. Mont.: Angelo Musciagna. Italia, 2018, 75’.

“ Quando crolla una civiltà e l’uomo diventa belva, chi ha il compito di difendere gli ideali della civiltà? I cosiddetti “intellettuali”, cioè coloro che hanno sempre dichiarato di servire le idee e non i bassi interessi. Sarebbe troppo comodo essere intellettuale nei tempi pacifici, e diventare codardi, o anche semplicemente neutri, quando c’è pericolo» (Fernanda Wittgens, lettera dal carcere, 1944).

Dopo un significativo passaggio al Biografilm Festival, arriva presso il Cinema Spazio Oberdan di Milano lunedì 11 giugno 2018 alle ore 19.15 Nel nome di Antea – L’arte italiana al tempo della guerra, il nuovo film documentario di Massimo Martella (presente in sala per un incontro con il pubblico) prodotto e distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

 

Un viaggio immaginifico in un passato di guerra ,quando all’esplodere della Seconda Guerra Mondiale ,sotto l’invasione nazista ed i terribile bombardamenti, uomini e donne,paladini dell’umanità , misero a repentaglio la propria esistenza per salvare opere d’arte ora visibili nei grandi . Non dimentichiamoci mai del loro amore per l’arte che poteva significare morte.

Nel film  “Nel nome di Antea – L’arte italiana al tempo della guerra ”questo amore si esprime attraverso due ritratti e dalle loro voci (date nel film da Letizia Ciampa e da Massimo Wertmüller): il “Ritratto di giovane donna (Antea)” di Parmigianino, ora esposto nel Museo di Capodimonte a Napoli, e il “Ritratto di Alessandro Manzoni” di Francesco Hayez, nella Pinacoteca di Brera. Sono questi due fili virgiliani a catapultare lo spettatore in universo di tesori tenuti nascosti , di documenti speciali  e di mille sotterfugi .

Il regista Massimo Martella nasce a Taranto nel 1961. Si diploma in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Firma il suo primo lungometraggio per il cinema intitolato , “Il tuffo” e riceve il premio Kodak al Festival di Venezia 1993.  Dopo il suo secondo lungometraggio   “La prima volta”( 1998) lavora come sceneggiatore  nella serialità televisiva (“La squadra”, “Distretto di Polizia”, “Ris – delitti imperfetti”)Dal 2015 a oggi scrive e dirige due documentari per Istituto Luce Cinecittà: Mio duce ti scrivo”, co-prodotto anche da RaiTre, e “Nel nome di Antea – L’arte italiana al tempo della guerra”.

Paola Olivieri

 

 

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paola olivieri

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