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ARENA DI VERONA:Successo di presenze ed attenzione per lo straordinario Festival d’estate 2020: un assetto inedito, in sicurezza, di grande effetto.Una parata di stelle dell’Opera italiana ed internazionale ed una coraggiosa sperimentazione nell’offerta musicale.

UN’ESTATE NEL CUORE DELLA MUSICA

FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE ARTISTICA

 

Successo di presenze ed attenzione per lo straordinario Festival d’estate 2020:

un assetto inedito, in sicurezza, di grande effetto.

Una parata di stelle dell’Opera italiana ed internazionale ed una coraggiosa sperimentazione nell’offerta musicale

in undici serate uniche e indimenticabili.

Un Festival interamente dedicato ad Ezio Bosso che fin dall’inizio ha seguito con grande vicinanza

ed affetto la nascita di questa straordinaria edizione,

con lo sguardo rivolto al 2021.

 

03 09 2020.Con una media di circa 2.000 spettatori e un incasso medio superiore ai 100.000 euro per ogni serata, l’Arena di Verona si è dimostrata, anche in quest’anno di emergenza sanitaria, il palcoscenico all’aperto più capiente e frequentato del mondo, creando in massima sicurezza un Festival che ha saputo unire princìpi etici e sociali, supporto al territorio, creatività e innovazione artistica.

11 diverse prime, programmi musicali originali e nuovi per l’Arena, che hanno contribuito, tra tradizione ed innovazione, a coinvolgere nuove fasce di pubblico: 1.600 operatori sanitari nazionali presenti sin dallo spettacolo inaugurale Cuore italiano della musica; la commovente esecuzione del Requiem di Mozart, dedicato alle vittime del Covid, alla presenza dei loro  familiari e dei Sindaci della Provincia di Verona in rappresentanza di tutto il territorio, resa possibile grazie al sostegno di Confindustria; l’ampio pubblico di famiglie con bambini accorso per il Gala Rossini; una presenza importante di spettatori stranieri, pari al 40%, che hanno così confermato il loro affetto per l’Arena nonostante le difficoltà del viaggiare, ribadendo la leadership areniana tra i palcoscenici internazionali.

Da parte della Fondazione Arena di Verona un caloroso ringraziamento al main sponsor UniCredit che da oltre 20 anni è a fianco del nostro teatro, e a tutti gli sponsor che hanno confermato il loro sostegno, ai numerosi donor privati e a tutti i partner che hanno assicurato il loro sostegno aiutando a tutelare la vocazione artistica internazionale della Fondazione Arena. Uno speciale ringraziamento va anche ai Parlamentari e ai Consiglieri regionali veronesi, che hanno consentito l’ampliamento della capienza originalmente prevista dell’anfiteatro, e a tutti gli straordinari Artisti che hanno partecipato alle serate del Festival con grande generosità per amore dell’Arena di Verona, garantendo così una stagione di assoluta eccellenza artistica, sostenibile economicamente.

Lo sforzo creativo e produttivo di quest’anno ha consentito di mantenere inalterata la posizione di eccellenza dell’Arena di Verona tra i teatri del mondo, eccellenza confermata dalla grande attesa per il Festival 2021 che, tra vendite e prelazioni di biglietteria, è ampiamente superiore all’andamento storico degli ultimi anni.

Va evidenziato che l’imponente lavoro di comunicazione messo in piedi per arginare i danni della pandemia, ha permesso alla Fondazione Arena di ottenere importanti risultati sui Social, che hanno visto triplicati i contatti sulle piattaforme Facebook (367.864 utenti) e Instagram (1.360.834), nonostante il ridotto numero di serate, ampliando così l’orizzonte d’attesa per la prossima stagione e veicolando già in questa il 15% delle vendite di biglietteria.

Federico Sboarina, Sindaco e Presidente della Fondazione Arena, dichiara: «Una cosa è certa, per tutto il resto della mia vita non dimenticherò mai questa edizione 2020 del Festival in Arena. La ricorderò come esempio di ciò che significa essere veronesi: rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per risolvere i problemi come la questione sulla capienza del teatro, ma anche saper trovare soluzioni innovative e capaci di attirare pubblico in un’estate tanto anomala. Ringrazio tutta la dirigenza e i lavoratori di Fondazione perché hanno saputo concretizzare quella che a maggio sembrava una ‘missione impossibile’. Ma ringrazio anche tutti gli artisti che ci hanno dato fiducia nell’accettare il nostro invito, quando sembrava che nessuno spettacolo dal vivo fosse possibile. Invece, abbiamo realizzato un’edizione straordinaria, che io ricorderò per l’emozione di una Arena inedita con una visuale di grande impatto per il coro a 360 gradi e per i titoli mai portati prima sul nostro palcoscenico. Il pubblico ha capito e apprezzato il nostro impegno ed è per questo che già da ora siamo al lavoro per realizzare un Festival 2021 altrettanto storico. La strada della qualità che ho voluto intraprendere tre anni fa è la via maestra da non abbandonare e quella che porta le maggiori soddisfazioni, come quelle di quest’anno. Il nostro teatro si conferma punto di riferimento internazionale per la lirica e gli spettacoli di alto livello».

Le misure eccezionali che l’Italia e il mondo intero si sono trovati ad affrontare nel 2020 hanno infatti spinto a creare una soluzione nuova, unica nel suo genere. «Questo è stato fatto – come afferma Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona per offrire un’edizione necessariamente nuova e diversa, rispettando tutte le condizioni sanitarie, ma senza rinunciare alla vocazione dello spettacolo vero e proprio, perché l’Arena lo merita, lo meritano i suoi lavoratori e il suo pubblico. Per primi in Italia abbiamo immaginato un Festival nuovo, come non lo si era mai visto in 107 anni di storia, prima che vi fosse una reale previsione sulla possibile riapertura dei teatri. Ed il mio più grande e commosso ringraziamento va ad Ezio Bosso, musicista e amico, cui abbiamo dedicato questo Festival straordinario: lui, che doveva essere sul podio della Nona sinfonia di Beethoven, nelle settimane di stop forzato ci è sempre stato vicino, con una forza d’animo inesausta e propositiva. Anche a lui dobbiamo la creazione di questo palcoscenico centrale con un coro a 360 gradi: un simbolico “abbraccio alle moltitudini”, come recita l’Ode alla gioia di Schiller che avrebbe dovuto dirigere. Come artista ringrazio dal profondo del cuore la generosità di tutti gli artisti che hanno fortemente desiderato stare al fianco dell’Arena di Verona per sostenerla in questo momento di difficoltà, rendendo questo cartellone davvero indimenticabile, aiutandoci ad osare e a pensare ulteriori nuove idee e sorprese per il futuro».

Anche il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris esprime la propria soddisfazione: «Ricorderemo questa stagione come la stagione della Responsabilità e della Consapevolezza. Responsabilità nel senso che FAV è al centro di una comunità di donne e uomini, artisti, lavoratori, aziende dell’indotto e città tutta, rispetto alla quale si è sentito fortissimo il richiamo di fare qualcosa e non rimanere in disparte, vittime rassegnate della pandemia. Con coraggio e con il contributo di tutti abbiamo messo in scena queste 11 serate che rimarranno nella storia della Fondazione, per l’unicità della proposta e per l’eccezionalità della situazione nella quale si sono svolte. Consapevolezza perché gli accadimenti di quest’anno evidenziano in maniera definitiva quanto la Fondazione Arena di Verona sia fondamentale punto di riferimento culturale e motore economico della nostra amata Città».

Questo Festival ha visto per la prima volta l’Arena così come costruita dagli antichi Romani, “arredata” con il nuovo palcoscenico centrale per l’Orchestra (625 metri quadrati) e 90 postazioni per altrettanti artisti del Coro che hanno seguito, esaltandola, l’elisse areniana. Dal 25 luglio al 29 agosto il pubblico ha potuto vedere e ascoltare un cast di star mondiali, quasi impossibili da trovare tutte insieme nel panorama dei maggiori teatri internazionali: 10 direttori, 1 giovane solista di fama internazionale, 57 voci tra le migliori al mondo, di cui ben 12 al proprio debutto nell’anfiteatro veronese tra giovani di talento e grandi artisti affermati finalmente giunti in Arena:

 

Marcelo Álvarez, Fabio Armiliato, Marco Armiliato, Daniela Barcellona, Andrea Battistoni, Jordi Bernàcer, Jader Bignamini, Lavinia Bini, Carlo Bosi, Eleonora Buratto, Alvise Casellati, Mario Cassi, Nicolò Ceriani, Francesco Ivan Ciampa, Annamaria Chiuri, Alessandro Corbelli, Donata D’Annunzio Lombardi, Plácido Domingo, Alex Esposito, Yusif Eyvazov, Barbara Frittoli, Riccardo Frizza, Roberto Frontali, Sonia Ganassi, Alberto Gazale, Dario Giorgelè, Giorgio Giuseppini, Vittorio Grigolo, Ekaterina Gubanova, Hui He, Saioa Hernández, Gustav Kuhn, Carlo Lepore, Rosanna Lo Greco, Davide Luciano, Ambrogio Maestri, Mihaela Marcu, Alice Marini, Francesco Meli, Ricarda Merbeth, Gianfranco Montresor, Marcello Nardis, Anna Netrebko, Leo Nucci, Daniel Oren, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, Simone Piazzola, Saimir Pirgu, Biagio Pizzuti, Piero Pretti, Katia Ricciarelli, Rossana Rinaldi, Luca Salsi, Fabio Sartori, Enea Scala, Levy Sekgapane, Maria José Siri, Annalisa Stroppa, Roberto Tagliavini, Marina Viotti, Vittoria Yeo, Sonya Yoncheva, Riccardo Zanellato, Giovanni Andrea Zanon.

 

Si è trattato di un Festival intenso, condensato in sole 11 serate tutte diverse, vere e proprie première. Coraggiose proposte che hanno allargato gli orizzonti del pubblico e i suoi componenti, per un’Arena sempre più partecipata e condivisa, mai silenziosa, memore della sua funzione culturale e soprattutto sociale. Certo il focus del 2020 è stata la musica senza mai però rinunciare all’impatto visivo dell’anfiteatro, animato e dipinto di luci grazie al lighting design di Paolo Mazzon.

Sono davvero molti i “debutti” di repertorio nel Festival d’estate 2020: il 31 luglio ha avuto luogo la prima esecuzione in Arena del Requiem di Mozart, divenuta celebrazione collettiva e tempo della memoria, dedicata a tutte le vittime della pandemia da Covid 19, partecipata anche da molti loro famigliari; il 7 agosto si è avuta la prima serata interamente dedicata all’intenso e possente sinfonismo di Richard Wagner dopo l’unicum del 1983 e l’ultima opera del 1963; il 13 agosto è stata la volta dei compositori veneti Salieri, Albinoni, Tartini e soprattutto delle Quattro stagioni vivaldiane; il 14 agosto nella serata monografica rossiniana, accanto al celebre Barbiere, si sono ascoltate per la prima volta in Arena SemiramideCenerentola; nel fine settimana pucciniano si sono ascoltati il debutto dell’esilarante Gianni Schicchi per la regia del protagonista Leo Nucci e il primo lavoro dell’autore lucchese, Le Villi. Anche l’ultimo fine settimana, nel segno di Plácido Domingo, ha proposto pagine da Fedora di Giordano, Thaïs di Massenet, Giovanna d’Arco e I Masnadieri di Verdi, tutti mai rappresentati all’Arena.

Così come assolutamente inedite a Verona sono altre opere di cui si sono avuti gustosi e appassionanti assaggi: Adriana Lecouvreur di Cilea, I Vespri siciliani e Luisa Miller di Verdi, Don Pasquale di Donizetti, Tristan und Isolde e Der fliegende Holländer di Wagner.

Molti sono anche i ritorni nell’estate 2020 di brani provenienti da titoli un tempo celebrati in Arena, molto attesi da appassionati e curiosi: Andrea Chénier di Giordano (assente dal 1986), L’Elisir d’amore e La Favorita di Donizetti (rappresentati rispettivamente solo nel 1936 e nel 1958), Guglielmo Tell di Rossini (unica edizione nel 1931), Manon Lescaut di Puccini (1970), Manon di Massenet (1951), persino grandi titoli verdiani: Don Carlo (ultima produzione: 1992), Macbeth (1997), La Forza del destino (2000), I Lombardi alla prima crociata (1984), Otello (1994), Simon Boccanegra (1973), Ernani (1972), titoli giustamente omaggiati nel gala verdiano dell’8 agosto con Buratto, Meli, Salsi e il ritorno di Daniel Oren; quindi Tannhäuser e Meistersinger di Wagner (1938 e 1931).

 

La parata di stelle è iniziata già nella serata di apertura, quando il 25 luglio ha avuto luogo una vera e propria staffetta artistica, una festa della rinascita per omaggiare Il Cuore italiano della Musica, con 25 nomi italiani di prestigio uniti per omaggiare medici ed operatori sanitari di ogni ordine e grado.

Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, coppia d’oro dell’Opera, sono tornati il 1° agosto per uno straordinario concerto insieme ad Ekaterina Gubanova e Ambrogio Maestri, rafforzando ulteriormente quel legame con Verona e l’Arena che proseguirà anche nel Festival 2021. Se la serata dedicata a Vivaldi ha azzardato un nuovo repertorio, riuscendo nell’intento concludendosi con ben sette bis e pubblico in visibilio, Rossini ha riempito i gradoni areniani di bambini e famiglie affascinati e divertiti. Puccini ha fatto sorridere di cuore esorcizzando le paure del virus con il suo scaltro Gianni Schicchi e ha registrato un’altissima affluenza con il suo Gala dedicato a Bohème, Tosca e Butterfly con nove stelle dirette dal veronese Battistoni. Infine l’Arena è sempre il palcoscenico più amato dall’intramontabile Plácido Domingo, artista legato a Verona da ormai 51 anni di fulgida carriera, doppiamente impegnato come solista e direttore d’orchestra insieme a stelle del calibro di Saioa Hernández, Vittorio Grigolo e Sonya Yoncheva, in due serate che hanno registrato nuovamente il tutto esaurito.

La partecipazione dei media ha confermato una costante attenzione all’impegno di Fondazione Arena e alla qualità artistica degli appuntamenti del Festival, grazie alla novità del palco centrale che ha richiamato la stampa nazionale ed internazionale. I riscontri televisivi e radiofonici sono stati davvero consistenti, a fianco di una presenza capillare su carta stampata e web attestata da numerose segnalazioni di agenzie di stampa, quotidiani e dalle pubblicazioni nelle testate di settore. I media locali e le numerose testate online hanno dato grande spazio alle attività della stagione estiva con interviste, servizi e rubriche di approfondimento, tenendo viva l’attenzione della città sul suo Festival.

Infine, grazie alla consolidata collaborazione tra Fondazione Arena e UNITEL, una delle più prestigiose società di produzione e distribuzione di spettacoli filmati al mondo, il Festival 2020 ha visto la ripresa del Requiem di Mozart del 31 luglio, proposto in Arena per la prima volta, e delle serate conclusive del 28 e 29 agosto con protagonista Plácido Domingo.

Verona Capitale Internazionale dell’Opera è il progetto realizzato da Fondazione Arena in collaborazione con il Comune di Verona che, per il secondo anno consecutivo, rafforza il ruolo culturale di Verona costruendo un sistema diffuso di attività integrate per raccontare il fascino multiforme della tradizione operistica.

Alla luce del successo ottenuto nel 2019 che ha visto l’installazione di allestimenti scenografici in vari punti della città, l’iniziativa anche per il 2020 ha valorizzato il ruolo assoluto di Verona quale leader nella diffusione della cultura operistica. In occasione del Festival d’estate 2020 sono stati posizionati elementi di scenografia sapientemente illuminati accanto all’hashtag #inarena, trasformando lo spazio urbano in “spazio d’arte”.

Cuore dello spettacolo diffuso è stata Piazza Bra, trasformata in un palcoscenico all’aperto grazie a un impianto acustico che ha riprodotto in filodiffusione le più note arie d’opera.

Un social LED wall invece consente ancora di vivere in diretta le esperienze legate all’opera in città. Dai selfie scattati vicino agli elementi scenici installati per la città, al cartellone dei prossimi spettacoli, il ledwall interagisce condividendo in tempo reale numerose immagini con l’hashtag #inarena.

In un anno di forti restrizioni e cautele, Fondazione Arena ha mantenuto l’impegno preso con i propri lavoratori, i sostenitori, il pubblico, la città ed il territorio, creando un unicum nel panorama teatrale, culturale e turistico del 2020. Si ricordano inoltre, per tutte le date del Festival d’estate 2020, le speciali tariffe istituite per il pubblico veronese, avvicinato al proprio teatro, e per gli operatori sanitari, categoria che più si è impegnata in prima linea in particolare nei mesi di emergenza.

Comunicato Fondazione Arena di Verona

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paola olivieri

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