{"id":10770,"date":"2024-03-28T08:16:42","date_gmt":"2024-03-28T08:16:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=10770"},"modified":"2024-03-28T08:16:42","modified_gmt":"2024-03-28T08:16:42","slug":"larte-al-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2024\/03\/28\/larte-al-cinema\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte al cinema"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019arte al Cinema.<\/strong><\/p>\n<p>28 03 2024.Quando \u00e8 uscito il docufilm \u201cVan Gogh: Tra grano cielo\u201d (2018) firmato da Giovanni Piscaglia, contemporaneamente aveva luogo l\u2019omonima mostra in Basilica Palladiana curata da Marco Goldin: eccellente storico dell\u2019arte che da oltre vent\u2019anni studia il pittore olandese. Pi\u00f9 che un evento d\u2019arte si apr\u00ec uno scrigno su 129 opere (43 dipinti e 86 disegni), che obbligarono il visitatore a scoprire il Van Gogh disegnatore. I due avvenimenti legati a filo doppio gravitavano intorno alla visione artistica della filantropa Helen Kr\u00f6ller-M\u00fcller (1869 1939): una ricchissima signora olandese che si specchi\u00f2 nella dimensione spirituale del pittore olandese, in quanto tesi verso una concezione di fede assoluta che si estetizzava nell\u2019arte.<\/p>\n<p>Helen Kr\u00f6ller-M\u00fcller non conobbe mai Van Gogh: ma di lui collezion\u00f2 circa oltre 300 opere (ormai parte museo Kroller Muller di Otterlo), consacrando \u201c<em>la propria vita all\u2019arte di Van Gogh come una sposa o una novizia che prende i voti<\/em>\u201d, dice Valeria Bruni Tedeschi. L\u2019attrice italo francese attraverso la sua gamma di registri interpretativi restituisce allo spettatore gli stati d\u2019animo del pittore, da lui svelati nelle tantissime lettere indirizzate a Theo Van Gogh. Parole sprigionanti un pathos ipnotico che corrono tra i diversi piani di lettura del film precipitandoci nei dietro le quinte della mostra in Basilica. Tutto questo si scontra con la fallimentare vita del pittore che nella vita non vendette un quadro ma conclusasi nel luglio del 1890 con il suicidio. Attualmente \u00e8 uno degli artisti pi\u00f9 quotati! Nessun coevo comprese mai, quanto le nervose e materiche pennellate esprimessero il dolore degli umili.<\/p>\n<p>Il cinema, non pu\u00f2 che corteggiare questi meravigliosi intrecci artistici, emotivi, che alzano il velo sulla vita di uomini in corsa verso l\u2019immortalit\u00e0: sono sublimati da una visionariet\u00e0 creativa, ma costretti a vivere una guerra di nervi con il mondo, perch\u00e9 gi\u00e0 padroni di nuovi codici incomprensibili con il presente.<\/p>\n<p>Nel 2021 esce \u201cNapoleone nel nome dell\u2019arte\u201d sempre di Giovanni Piscaglia, il quale attraverso Jeremy Irons, Star di prima grandezza, mette a fuoco la passione per la cultura del condottiero francese: amava Cesare e divenne a sua volta il Cesare dell\u2019et\u00e0 moderna<em>. \u201cMa come ha fatto quel ragazzino un po\u2019 sbagliato a diventare l\u2019icona del potere del mondo moderno, modello di statisti e manager, studiato per le strategie e la comunicazione\u201d,<\/em> dice l\u2019attore. Forse neanche lui immaginava di cambiare gli assetti europei mettendo in scacco i sovrani pi\u00f9 temuti. Rimase sempre un figlio della Rivoluzione dal risvolto visionario, spesso raffigurato con il cannocchiale in mano: per lui non fu solo uno strumento militare. \u201cSoldati dall\u2019alto della piramide, 40 secoli vi guardano\u201d, cos\u00ec si rivolse alle sue truppe nella piana di Ghiza. La rovinosa campagna d\u2019Egitto segn\u00f2 una nuova epoca a cui seguirono spedizioni scientifiche alla ricerca di fasti imperiali di un mondo antico che sembrava perduto.<\/p>\n<p>La stele di Rosetta, il codice Napoleonico, la riforma dei cimiteri, i diversi ruoli di Stato e Chiesa, la riforma della scuole, le terribili espoliazioni che inflisse ai paesi assoggettati si intrecciano alla moderna concezione del museo. Il Louvre, che si chiamava Mus\u00e9e Napoleon diretto da Vivant-Denon, era uno scrigno straboccante di opere che raccontavano la storia dell\u2019arte. Non era solo il simbolo del suo potere, ma il mondo doveva conoscere la grandezza dell\u2019uomo. Milano, citt\u00e0 che lui amava, conserva importanti tracce del suo dominio. Napoleone non smette mai di stupire, la sua incredibile storia genera sempre altre storie.<\/p>\n<p>Giovanni Piscaglia firma il \u201c Perugino\u201d celebrando i momenti della sua carriera vissuta tra \u00a0artisti quali Leonardo e Raffaello<\/p>\n<p>L\u2019attore umbro Marco Bocci \u00e8 l\u2019intensa voce narrante de \u201cIl Perugino\u201d, ad introdurci nella Firenze rinascimentale che, con gli occhi di oggi \u00e8 un giardino delle meraviglie, ma in realt\u00e0 era una epoca politicamente tumultuosa fatta di intrighi. Nella Pasqua del 1478, esattamente il 26 aprile, ebbe luogo nel Duomo di Firenze la congiura dei Pazzi, una cospirazione nella quale Giuliano de Medici venne assassinato, mentre Lorenzo sfugg\u00ec all\u2019attentato e rinsald\u00f2 il suo potere. Seguirono 4 anni di lotte e il Magnifico \u00a0in segno di pace, invi\u00f2 a Sisto IV i suoi migliori pittori, per affrescare la cappella Sistina. Tra questi c\u2019era il Perugino. La visione del film \u00e8 inaspettata passeggiata \u00a0nella Galleria Nazionale dell\u2019Umbria e dentro la Cappella Sistina.<\/p>\n<p>Frasi del Film Van Goch tra grano e cielo.<\/p>\n<p>\u201cla propria vita all\u2019arte di Van Gogh come una sposa o una novizia che prende i voti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Frase del film Napoleone nel \u00a0nome dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Ma come ha fatto quel ragazzino un po\u2019 sbagliato a diventare l\u2019icona del potere del mondo moderno, modello di statisti e manager, studiato per le strategie e la comunicazione<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte al Cinema. 28 03 2024.Quando \u00e8 uscito il docufilm \u201cVan Gogh: Tra grano cielo\u201d (2018) firmato da Giovanni Piscaglia, contemporaneamente aveva luogo l\u2019omonima mostra in Basilica Palladiana curata da Marco Goldin: eccellente storico dell\u2019arte che da oltre vent\u2019anni studia il pittore olandese. 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