{"id":11175,"date":"2024-08-22T14:19:11","date_gmt":"2024-08-22T14:19:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=11175"},"modified":"2024-08-22T14:19:11","modified_gmt":"2024-08-22T14:19:11","slug":"quando-i-critici-divennero-registi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2024\/08\/22\/quando-i-critici-divennero-registi\/","title":{"rendered":"Quando i critici divennero registi."},"content":{"rendered":"<p>Il Neorealismo, attraverso la sua folgorante capacit\u00e0 di testimoniare la drammatica realt\u00e0 del dopoguerra, avvi\u00f2 una scompaginatrice avanguardia cinematografica che leggeva da pi\u00f9 punti di vista le tragedie sociopolitiche. Nel resto dell\u2019Europa, fecero seguito altre ondate quali: il Free Cinema inglese, la Nouvelle Vague francese dominata dai cosiddetti giovani turchi della rivista Cahiers du Cin\u00e9ma , ed altre nuove correnti sviluppatesi in Polonia, Argentina, Brasile Giappone Germania.<\/p>\n<p>Si riconcorrono le differenze tra la Nouvelle Vague ed Neorealismo suscitando ancora interesse tra studiosi e cinefili, perch\u00e9 alla base di entrambi movimenti culturali l\u2019attivit\u00e0 critica favor\u00ec la rinascita di un cinema bagnato di realismo. In Italia, tra il 1940 e il 1943 dei giovani intellettuali visionari quali De Santis , Mida, Alicata , Ingrao , \u00a0Puccini , Lizzani , Pietrangeli, Luchino Visconti , Purificato, animarono la rivista \u201cCinema\u201d diretta da Vittorio Mussolini. Erano giovani che si erano formati con il crociano Umberto Barbaro( considerato il padre spirituale del Neorealismo) valente insegnante del Centro\u00a0 Sperimentale ,seguitissimo nelle lezioni da allievi quali . Michelangelo Antonioni, Giuseppe De Santis, Steno, Arnoldo Fo\u00e0, Clara Calamai, Alida Valli, Pietro Germi, Dino De Laurentiis, Vittorio Cottafavi e , Pietro Ingrao.<\/p>\n<p>I giovani di \u201c Cinema\u201d, pubblicavano recensioni che puntavano il dito contro il formalismo,\u00a0 ribellandosi all\u2019ingombrante presenza del\u00a0 cinema dei telefoni bianchi .\u00a0 Essi\u00a0 lo consideravano un\u00a0 cinema\u00a0 vacuo, scollegato\u00a0 dalla realt\u00e0 , dominato da eroi di cartapesta protagonisti di trame leggere . I critici discutevano animatamente nella redazione, legati dalla stessa ideologia ,stretti dall\u2019amore per la letteratura \u00a0verista e\u00a0 dall\u2019\u2019urgenza di stabilire\u00a0 un rapporto di autenticit\u00e0\u00a0 tra\u00a0 personaggio e paesaggio. \u00a0Erano appassionati \u00a0del cinema francese \u00a0come della letteratura \u00a0americana..I semi delle loro teorie erano\u00a0 gi\u00e0 dentro gli articoli di Giuseppe De Santis\u00a0 con \u201c Per un paesaggio Italiano. ( 25 aprile 1941), il linguaggio dei rapporti \u201cdi Marro Alicata, Ambiente e societ\u00e0 nel racconto cinematografico di Carlo Lizzani, Cinema antropomorfico d\u00ec \u00a0Visconti . Attraverso una splendida intervista concessa da Giuseppe De Santis a Jean \u00a0Gili ,riaffiorano sincere emozioni di come fu \u00a0vissuto dal gruppo l\u2019amore per Verga. \u201c Mario \u00a0Alicata serv\u00ec da mediatore tra Visconti e la famiglia Verga per comprare i diritti\u00a0 de L\u2019amante di Gramigna ricorda de Santis. \u00a0\u00a0( Alle origini del Neorealismo \u00a0Giuseppe de Santis a colloquio con Jean Gili Bulzoni Editore). \u00a0\u00a0Questi giovani intellettuali frementi erano giunti a Roma \u00a0la citt\u00e0 dai tanti volti nella quale era \u00a0possibile dare vita ai propri sogni .: il fotografo \u00a0Irving Penn attraverso un magico scatto al Caf\u00e8 Greco del \u00a01948 racconta una grande epoca , intorno a dei tavolini \u00a0appaiono Palazzeschi, Goffredo Petrassi, Mirko, Carlo Levi, Pericle Fazzini, Afro, Renzo Vespignani, Libero de Libero, Sandro Penna, Lea Padovani, Orson Welles, Mario Mafai, Ennio Flajano, Vitaliano Brancati e Orfeo Tamburi. \u00a0Anche nei Caff\u00e8 \u00a0di\u00a0\u00a0 Via Veneto \u00a0circolavano le idee ed era facile fare accordi: alcuni di questi intellettuali in erba frequentavano anche i\u00a0 Cineguf oppure\u00a0 il Centro Sperimentale di Cinematografia inaugurato nel 1935. Michelangelo Antonioni entr\u00f2 a far parte della rivista \u201cCinema\u201d grazie a Gino Visentini, strinse\u00a0\u00a0 amicizia con Puccini e De Santis e di li a poco\u00a0 anche con Luchino Visconti. .Antonioni collabor\u00f2\u00a0 con Visconti per ben\u00a0 due sceneggiature che non approdarono a nulla. E Fellini? . Immaginiamoci il giovane aspirante giornalista \u00a0meravigliato e confuso \u00a0mentre sbarca nella citt\u00e0 Eterna e, come il protagonista del film Roma ( 1972),\u00a0 \u00a0si immerge\u00a0 nella folla della stazione\u00a0 Termini. Anche in questo brioso capolavoro ,Fellini gioca ipnotizzandoci \u00a0con \u00a0il suo autobiografismo, ma sincero e indimenticabile \u00e8 l\u2019omaggio ad Anna Magnani, per la quale aveva scritto soggetti\u00a0 diventati successi con la regia di Rossellini.. L\u2019incontro con Rossellini \u00a0fu cruciale per il giovane riminese che collabor\u00f2 in qualit\u00e0 di co sceneggiatore\u00a0 per\u00a0 \u00a0\u201cRoma citt\u00e0 aperta\u201d, \u201cFrancesco giullare di Dio\u201d, \u201cPais\u00e0\u201d \u201cIl Miracolo. Nel \u00a01943 , Luchino Visconti firma \u00a0\u201cOssessione\u201d rompendo gli schemi del cinema preesistente, erompono \u00a0passioni fatali culminanti nel sangue \u00a0in una \u00a0Italia depressa resa vitale da straripanti emozioni.\u00a0 Anche se la filmografia viscontiana \u00e8 sempre stata di ispirazione letteraria, i suoi iconici\u00a0 personaggi\u00a0 sono\u00a0 precipitati dentro \u00a0dimensioni straboccanti di autenticit\u00e0 .Le\u00a0 dirompenti passioni diventano nuovi vettori che stringono a se il pubblico, alzando il velo sul lato oscuro e pi\u00f9 nascosto\u00a0 dell\u2019uomo . Il regista milanese \u00a0\u00a0\u00e8 rimasto fedele \u00a0al suo spirito rivoluzione e critico,\u00a0 innamorato pazzo\u00a0 del realismo,\u00a0 capace come pochi \u00a0di rovesciare e svecchiare il\u00a0 cinema, il teatro di prosa ed il melodramma . L\u2019intellettuale Massimo Mida, ricorda \u00a0che la realizzazione di \u201cOssessione\u201d fu un evento scompaginatore e spartiacque per il gruppo della rivista Cinema. Prima di questo film accarezzarono molti progetti, scrissero la sceneggiatura de \u201cL\u2019amante di Gramigna\u201d che fu bocciato al Ministero. Altri rimasero in frase progettuale come \u00a0\u201c La signora delle Camelie di Dumas figlio e \u201cJely il pastore\u201d. De Santis rammenta la sua passione per lo scrittore Alain Fournier condivisa anche da Visconti il quale scrisse ad un erede dello scrittore ma a causa dei diritti niente fu possibile. Sempre in\u00a0 questo periodo uscirono \u201cI bambini ci guardano\u201d e \u201c Quattro passi fra le nuvole \u201c considerati opere pre neorealistiche.<\/p>\n<p>I traguardi \u00a0che si poneva era innovativi e ancora oggi \u00a0molti registi internazionali si ispirano a questo movimento che non fu artisticamente composito.<\/p>\n<p>\u201c Roma citt\u00e0 aperta\u201d \u00e8 il \u00a0manifesto del movimento neorealista . In esso erompeva la simbolica quanto vigorosa figura di Anna Magnani che, attraverso la sua drammaticit\u00e0, raccolse la forza e la sofferenza di un popolo. Sono passati quasi ottant\u2019anni dalla realizzazione di questo classico, continua ad essere al centro di dibattiti ideologici cinematografici. La regia rosselliniana, colse la paura di una collettivit\u00e0 che\u00a0 lottava\u00a0 guardando\u00a0 in faccia l\u2019orrore della guerra. La clandestinit\u00e0 era l\u2019arma\u00a0 che favoriva i blitz\u00a0 orditi contro\u00a0 l\u2019invasore , partecipavano uomini e donne\u00a0 incuranti della morte. La nuova rappresentazione della realt\u00e0 abbracciava la lotta di un popolo, con l\u2019intento di inquadrare\u00a0 l\u2019uomo nella sua dolente autenticit\u00e0 .<\/p>\n<p>Le trame ispirate alla difficile quotidianit\u00e0. La\u00a0 scelta degli attori non professionisti che si esprimevano con \u00a0il dialetto.. La scoperta delle periferie \u00a0degradate. Le risaie del vercellese.\u00a0\u00a0 La vita dei pescatori della Sicilia. I bambini che si caricavano nei loro zaini le responsabilit\u00e0 degli adulti.\u00a0 E che dire del binomio Zavattini De Sica? Zavattini \u00e8 considerato come\u00a0 il teorico del\u00a0 Neorealismo,\u00a0 lucido\u00a0\u00a0 promulgatore di quel pedinamento capace di catturare le autentiche emozioni del\u00a0 personaggio nel suo evolversi. \u00abl\u2019espressione pi\u00f9 pura del Neorealismo \u201c defin\u00ec Ladri di Biciclette\u201d il critico Andr\u00e9 Bazin che analizz\u00f2 approfonditamene le potenzialit\u00e0 .In \u201cSciusci\u00e0\u201d \u00a0\u00a0fotografarono le reali condizioni della\u00a0 carceri minorili, luoghi oscuri nei quali gli adolescenti\u00a0 sognano ancora, come gli\u00a0 sfollati di \u201cMiracolo a Milano\u201d che spiccano il volo a bordo delle scope\u00a0 per una terra dove\u00a0 \u201cil buongiorno vuol dire veramente buongiorno\u201d. \u00a0Le trame zavattiniane sono lette da De Sica \u00a0ed espresse \u00a0con un lirismo \u00a0capace di andare\u00a0 dritta al cuore \u00a0raccontando contemporaneamente \u00a0la quotidianit\u00e0. .La questione del realismo continu\u00f2\u00a0 stimolare l\u2019attenzione di intellettuali \u00a0e critici.<\/p>\n<p>Anni dopo, sempre \u00a0Bazin insieme a \u00a0Jacques Doinel-Valcroze e Jean-Marie Lo Duca fondano la rivista\u00a0 \u00abCahiers du cin\u00e9ma\u00bb a cui poco dopo si unirono Truffaut, Godard, ,Rivette,\u00a0 Rohme etcc. Si strinsero in nuove teorie avviando una nuova rivoluzione cinematografica.<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n<p>Il Neorealismo nel fascismo&#8221; Quaderni della Cineteca Edizione della Tipografia Compositori Bologna.<\/p>\n<p>Alle origini del Neorealismo . Giuseppe De Santis a colloquio con Jean A. Gili Bulzoni Editore.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8\u00a0 il cinema ? Andr\u00e9 Bazin Garzanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Neorealismo, attraverso la sua folgorante capacit\u00e0 di testimoniare la drammatica realt\u00e0 del dopoguerra, avvi\u00f2 una scompaginatrice avanguardia cinematografica che leggeva da pi\u00f9 punti di vista le tragedie sociopolitiche. 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