{"id":11823,"date":"2026-10-29T20:52:49","date_gmt":"2026-10-29T20:52:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=11823"},"modified":"2026-10-29T20:52:49","modified_gmt":"2026-10-29T20:52:49","slug":"cineteca-di-milano-luchino-visconti-in-tre-atti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2026\/10\/29\/cineteca-di-milano-luchino-visconti-in-tre-atti\/","title":{"rendered":"CINETECA DI MILANO :LUCHINO VISCONTI IN TRE ATTI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LUCHINO VISCONTI IN TRE ATTI<\/p>\n<p>Terzo atto &#8211; &#8220;La fine della borghesia&#8221;<\/p>\n<p>Dal 2 al 26 novembre 2026<\/p>\n<p>CINETECA MILANO ARLECCHINO<\/p>\n<p>Al cinema Cineteca Milano Arlecchino si completa la rassegna &#8220;Luchino Visconti in tre atti&#8221;. A 120 anni dalla nascita e a 50 dalla morte, Cineteca Milano ha voluto celebrare l\u2019arte di Luchino Visconti con una retrospettiva che ha inteso ripercorrere le tappe fondamentali della sua opera, sulle tracce di un autore capace di segnare in maniera indelebile la storia culturale del nostro paese. La rassegna, intitolata \u201cLuchino Visconti in tre atti\u201d, \u00e8 stata suddivisa in tre parti: \u201cGli esordi\u201d, \u201cI grandi affreschi\u201d, \u201cLa fine della borghesia\u201d. Dopo \u201cGli esordi\u201d (17 marzo \u2013 6 aprile), e \u201cI grandi affreschi\u201d (11 luglio \u2013 9 agosto 2026), ora \u00e8 la volta di \u201cLa fine della borghesia (2 \u2013 29 novembre 2026) dove sar\u00e0 possibile vedere La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971), Ludwig (1973), Gruppo di famiglia in un interno (1974), L\u2019innocente (1976),<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luchino Visconti in breve<\/p>\n<p>Luchino Visconti \u00e8 nato a Milano nel 1906 ed \u00e8 morto a Roma nel 1976. Ha esordito nel cinema come aiuto di Jean Renoir, passando alla regia nel 1942. Personalit\u00e0 fra le pi\u00f9 interessanti e colte del cinema europeo, con idee personali sulla vita, la societ\u00e0 e la nostra epoca, spesso ideatore del soggetto, quasi sempre collaboratore ai dialoghi e alla sceneggiatura, diresse: Ossessione (1942); La terra trema (1948), considerato uno dei classici del neorealismo; Bellissima (1951); Senso (1954); Le notti bianche (1957); Rocco e i suoi fratelli (1960); Il gattopardo (1963); Vaghe stelle dell&#8217;Orsa(1965); Lo straniero (1967); La caduta degli dei (1969); Morte a Venezia (1971); Ludwig (1973); Gruppo di famiglia in un interno (1975); L&#8217;innocente (1976). La sua tematica, soprattutto negli ultimi film, \u00e8 incentrata sul tema fondamentale della decadenza e della morte, spesso intesa come consapevole volont\u00e0 di autodissolvimento. Regista teatrale dal 1945, diresse un gran numero di spettacoli con repertorio assai eclettico, nel quale, pur con la messa in scena felicissima anche di opere classiche (Troilo e Cressida e Rosalinda di Shakespeare; Oreste di Alfieri; La locandiera e L&#8217;impresario delle Smirne di Goldoni; Le tre sorelle, Zio Vania, Il giardino dei ciliegi di \u010cechov), \u00e8 prevalente la scelta di autori moderni, nei testi dei quali Visconti spesso trova espresse accuse a quel tipo di societ\u00e0 contro il quale \u00e8 diretta la sua attenzione (Hemingway, Caldwell, Sartre, Anouilh, Cocteau, Williams, Miller, Testori, Pinter, ecc.). Regista lirico di grande talento (La vestale, La traviata, La sonnambula, Anna Bolena, per citarne alcuni), ha svolto un ruolo decisivo nel rinnovamento delle messinscene italiane. (Treccani.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cinema di Luchino Visconti<\/p>\n<p>Il cinema di Luchino Visconti si distingue per la capacit\u00e0 di coniugare realismo storico, intensit\u00e0 emotiva e raffinatezza formale in un linguaggio cinematografico di grande potenza espressiva. La sua opera attraversa diverse stagioni stilistiche, ma mantiene una coerenza profonda: l\u2019attenzione ai destini individuali come specchio delle trasformazioni storiche e sociali.<\/p>\n<p>Fin dagli esordi con Ossessione, Visconti contribuisce alla nascita del neorealismo italiano, portando sullo schermo un\u2019umanit\u00e0 concreta, segnata dal desiderio, dalla povert\u00e0 e da tensioni morali laceranti. Tuttavia, il suo realismo non \u00e8 mai puramente documentario: \u00e8 gi\u00e0 attraversato da una forte tensione drammatica e da un senso tragico dell\u2019esistenza. Con il tempo, il suo cinema si amplia dipingendo grandi affreschi storici, come Senso e soprattutto Il gattopardo, in cui le vicende private si intrecciano indissolubilmente con i mutamenti politici del Risorgimento. In Visconti la Storia non \u00e8 mai semplice sfondo, ma forza attiva che modella i sentimenti, le illusioni e le sconfitte dei personaggi.<\/p>\n<p>Un altro tratto distintivo \u00e8 la profondit\u00e0 psicologica dei personaggi, spesso sospesi tra desiderio e disillusione, tra aspirazione e decadenza. In Rocco e i suoi fratelli, ad esempio, il dramma familiare si intreccia con il tema dell\u2019emigrazione interna e con le tensioni della modernizzazione italiana. Allo stesso modo, in Morte a Venezia, il declino diventa esperienza intima e culturale, riflessione sul tempo che passa e sulla fragilit\u00e0 della bellezza.<\/p>\n<p>La cifra stilistica di Visconti \u00e8 segnata anche da una straordinaria cura per la messa in scena: scenografie, costumi, luci e ambientazioni sono ricostruiti con rigore quasi filologico. Questa attenzione deriva in parte dalla sua intensa attivit\u00e0 teatrale e dalla regia d\u2019opera, che lo port\u00f2 a lavorare in luoghi prestigiosi come il Teatro alla Scala. La forza del cinema viscontiano risiede nell\u2019equilibrio tra passione e controllo formale, tra impegno storico e sensibilit\u00e0 estetica. \u00c8 un cinema che racconta il declino di mondi e ideali, ma lo fa con una grandezza visiva e una profondit\u00e0 umana che lo rendono ancora oggi uno dei vertici della storia del cinema europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA<\/p>\n<p>ATTO III &#8211; LA FINE DELLA BORGHESIA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luned\u00ec 2 novembre ore 17.00<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 20 novembre ore 15.00<\/p>\n<p>L\u2019innocente<\/p>\n<p>R.: L. Visconti. Sc.: Suso Cecchi D\u2019Amico, Enrico Medioli, L. Visconti, dal romanzo omonimo di Gabriele D\u2019Annunzio. Int.: Giancarlo Giannini, Laura Antonelli, Rina Morelli, Massimo Girotti, Marc Porel, Jennifer O\u2019Neill. Italia\/Fr., 1976, col., 129\u2019.<\/p>\n<p>Tullio Hermil tradisce la moglie, ma quando scopre che lei ha una relazione con uno scrittore, ne \u00e8 di nuovo attratto. Dal realismo di Verga al decadentismo di D\u2019Annunzio si completa la parabola viscontiana. Come ricorda Pasqualino De Santis, \u00abla mano che sfoglia il libro \u00e8 quella di Visconti\u00bb, il quale \u00abci teneva moltissimo a essere lui a sfogliare il libro\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 4 novembre ore 20.00<\/p>\n<p>Domenica 22 novembre ore 11.00<\/p>\n<p>La caduta degli dei<\/p>\n<p>R.: L. Visconti. Sc.: Nicola Badalucco, Enrico Medioli, L. Visconti. Int.: Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger, Renaud Verley, Umberto Orsini. Italia\/Germnia, 1969, col., 156\u2019.<\/p>\n<p>La saga dei von Essenbeck, una famiglia di industriali, negli anni dell\u2019ascesa del nazismo. Crolla l\u2019ordine familiare e la ferocia dei forti si scatena sui deboli. La lotta spietata per il dominio si carica di violenza fisica e morale (su tutti la sequenza della notte dei lunghi coltelli), ma anche di forti suggestioni autobiografiche e culturali (Wagner, Thomas Mann, Macbeth).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 6 novembre ore 18.00<\/p>\n<p>Marted\u00ec 24 novembre ore 16.45<\/p>\n<p>Gruppo di famiglia in un interno<\/p>\n<p>R.: L. Visconti. Sc.: Suso Cecchi D\u2019Amico, Enrico Medioli, L. Visconti. Int.: Burt Lancaster, Helmut Berger, Silvana Mangano, Claudia Marsani, Stefano Patrizi, Elvira Cortese. Italia\/Fr., 1974. col., 121\u2019.<\/p>\n<p>La vita appartata di un anziano professore \u00e8 sconvolta dall\u2019arrivo di una famiglia della borghesia rampante, alla quale ha affittato l\u2019appartamento al piano di sopra. Visconti si confronta con la brutale realt\u00e0 degli anni Settanta, innestando i temi a lui cari (la fine di un\u2019epoca, la memoria, il senso dell\u2019isolamento, l\u2019amore per la letteratura e l\u2019arte) nel vortice degli scontri politici dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenica 15 novembre ore 17.00<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 26 novembre ore 18.00<\/p>\n<p>Ludwig<\/p>\n<p>R.: L. Visconti. Sc.: L. Visconti, Enrico Medioli con la collaborazione di Suso Cecchi D\u2019Amico. Int.: Helmut Berger, Romy Schneider, Trevor Howard, Silvana Mangano, Helmut Griem, Umberto Orsini. Italia\/Fr.\/Ger., 1972, col., 237\u2019.<\/p>\n<p>L\u2019ascesa e la caduta del re di Baviera dal 1864 al 1886 in un\u2019estasi di passioni, follie e colpi di genio. Un materiale smisurato proposto sotto forma di inchiesta, ma in realt\u00e0 lugubre testimonianza di un mito avvolto nel suo stesso mistero: \u00abVoglio rimanere un enigma. E non soltanto per gli altri, ma anche per me\u00bb.<\/p>\n<p>Fra la prima e la seconda parte del film \u00e8 prevista una pausa di 15\u2019 circa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 18 novembre ore 17.00<\/p>\n<p>Domenica 29 novembre ore 15.00<\/p>\n<p>Morte a Venezia<\/p>\n<p>R.: L. Visconti. sogg.: dal racconto omonimo di Thomas Mann. Sc.: L. Visconti, Nicola Badalucco. Int.: Dirk Bogarde, Romolo Valli, Nora Ricci, Silvano Mangano. Italia\/Fr., 1971, col., 133\u2019.<\/p>\n<p>Il musicista Gustav von Aschenbach si reca al Lido di Venezia per una vacanza e nell\u2019albergo dove soggiorna incontra il giovane Tadzio, del quale si invaghisce. Raffinato film avvolto in un\u2019atmosfera lugubre e decadente, dove si compie il declino della societ\u00e0 cosmopolita riunita all\u2019H\u00f4tel des Bains, minacciata dalla peste che ha colpito Venezia e dai sintomi del primo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>Comunicato stampa pervenuto da Ufficio stampa Cineteca di Milano<\/p>\n<p>Dott. Stefano \u00a0Radice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LUCHINO VISCONTI IN TRE ATTI Terzo atto &#8211; &#8220;La fine della borghesia&#8221; Dal 2 al 26 novembre 2026 CINETECA MILANO ARLECCHINO Al cinema Cineteca Milano Arlecchino si completa la rassegna &#8220;Luchino Visconti in tre atti&#8221;. 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