{"id":4616,"date":"2015-02-23T07:07:20","date_gmt":"2015-02-23T07:07:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=4616"},"modified":"2024-11-07T20:51:10","modified_gmt":"2024-11-07T20:51:10","slug":"un-piccione-seduto-su-un-ramo-riflette-sullesistenza-regia-roy-andersson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2015\/02\/23\/un-piccione-seduto-su-un-ramo-riflette-sullesistenza-regia-roy-andersson\/","title":{"rendered":"UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL&#8217;ESISTENZA REGIA ROY ANDERSSON"},"content":{"rendered":"<p>Un piccione seduto su un ramo riflette sull&#8217;esistenza diretto da \u00a0Roy Andersson.<\/p>\n<p>23\/02\/2015.Siamo un&#8217;umanit\u00e0 irrimediabilmente perduta che ormai non sogna pi\u00f9? E&#8217; quello che viene da chiedersi dopo la visione de &#8220;Un Piccione seduto su un ramo riflette sull&#8217;esistenza&#8221;, vincitore del Leone d&#8217;oro 2014, opera carica di tensione che per volont\u00e0 registica sfugge completamente al\u00a0tradizionale impianto narrativo. Andersson \u00e8 un intellettuale, si ispira alle arti pittoriche, traccia raffinate e sconcertanti immagini in movimento, di una bellezza quasi metafisica, che accolgono la disperazione dell&#8217;uomo.<br \/>\nAppaiono uomini la cui vita \u00e8 offuscata dalla solitudine, intrecciati in legami familiari e sociali ipocriti, fautori di azioni feroci, di aberrazioni, ma capaci di essere sublimi ed esprimersi con\u00a0spiazzante poesia. Questi sono i veri e silenziosi attori del drammatico film che, data l&#8217;attualit\u00e0 tematica, ha un carattere universale e non solamente scandinavo.<br \/>\nIl regista affronta il male di vivere con il suo sconcertante linguaggio, imbastendo trame raffinate, ma dai toni\u00a0farseschi, in spazi che raccontano pi\u00f9 di mille parole, ripresi in digitale nel loro evolversi con\u00a0la tecnica del piano sequenza. Ma quando la tragedia tracima l&#8217;uomo nel baratro, il regista infioretta il quadro con qualche dettaglio umoristico strappandoci una risata dal sapore agro.<br \/>\nI tre prologhi iniziali, meri grotteschi incontri con la morte, sono anticipatori di questo complesso film che correr\u00e0 sempre sul filo del surreale assumendo toni pi\u00f9 gravi, per ricordarci che l&#8217;essere umano nei secoli ha sempre ordito piani crudeli&#8230;<br \/>\nNel primo prologo un uomo viene colto da malore e muore mentre la moglie, che non si accorge di nulla, continua a canticchiare e cucinare; nel secondo siamo in ospedale al capezzale di un&#8217;anziana madre moribonda che tiene stretta una borsa con denaro e oggetti preziosi: vuole portarla in paradiso ma l&#8217;avidit\u00e0 dei figli gliela strapper\u00e0; nell&#8217;ultimo prologo un uomo giace a terra morto, in molti lo osservano immobili mentre la cassiera si preoccupa soltanto del pranzo gi\u00e0 pagato.<br \/>\nAl centro della scena ci sono poi due alienati, ma non completamente rassegnati, commercianti\u00a0ambulanti di articoli per feste e travestimenti che cercano invano di vendere la loro mercanzia portatrice di buon umore. Ma quei finti denti da vampiro, quei sacchetti che spremendoli emettono risate e quella strana maschera di zio Dentone non trovano acquirenti. Nessuno vuole festeggiare? Cos\u00ec sembra.<br \/>\nIl loro apparentemente inutile girovagare per le strade ed i locali di un&#8217;anonima citt\u00e0 svedese\u00a0si trasforma per lo spettatore nell&#8217;incontro con una umanit\u00e0 affetta da un&#8217;inguaribile infelicit\u00e0 mentre vive storie di ordinaria follia. &#8220;E&#8217; giusto servirsi delle persone per il proprio piacere?&#8221; urla il pi\u00f9 triste dei venditori ambulanti nel corridoio del suo alloggio. Ma nonostante ci\u00f2, vive\u00a0nel disagio agendo con stanca rassegnazione.<br \/>\n&#8220;Sono contento che ve la passiate bene&#8221; dice un uomo che sta per suicidarsi, ma in questo panorama\u00a0desertificato la felicit\u00e0 erompe attraverso il gioioso sprazzo di due fidanzati che si baciano. Forse c&#8217;\u00e8 la gioia ma nessuno se ne accorge? Nel film non c&#8217;\u00e8 spazio per essa, anche se va comunque\u00a0guardato con occhi sensibili, in un clima\u00a0di atemporalit\u00e0 dove gli stralci di un passato storico poco glorioso irrompono per ben tre volte sulla scena. Il poco virile ma aitante Carlo XII dai biondi capelli monta un possente cavallo ed entra prepotentemente con le truppe in un bar di periferia dei giorni nostri: deve dissetarsi ma vuole che l&#8217;acqua sia versata in un bicchiere da un bellissimo ragazzo. L&#8217;allusione all&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 metafora della fragilit\u00e0 che si annida anche nelle autorit\u00e0, in contraddizione con la trionfale entrata a cavallo, simbolo di impetuosit\u00e0, di desideri, di vita e morte insieme. L&#8217;irruenza dell&#8217;animale, traghettatore per eccellenza, traduce visivamente gli erronei dispieghi di forze portatrici solo di morte.<br \/>\nLe stragi ordite dall&#8217;umanit\u00e0 nel corso della storia sono state molteplici, l&#8217;uomo non deve dimenticare queste pagine&#8230; L&#8217;orrore si identifica in una visione di coloni che spingono con violenza uomini di colore in un serbatoio di rame a cui viene dato fuoco: le urla diventano musica per gli anziani impassibili aristocratici che osservano silenziosamente. C&#8217;\u00e8 una via d&#8217;uscita per l&#8217;uomo? Il film si chiude con la visione frontale di uomini e donne alla fermata di un tram che non passa mai&#8230;<\/p>\n<p>frasi del film<\/p>\n<p>&#8220;Sono contento che ve la passiate bene<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un piccione seduto su un ramo riflette sull&#8217;esistenza diretto da \u00a0Roy Andersson. 23\/02\/2015.Siamo un&#8217;umanit\u00e0 irrimediabilmente perduta che ormai non sogna pi\u00f9? 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