{"id":4704,"date":"2017-11-09T17:29:36","date_gmt":"2017-11-09T17:29:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=4704"},"modified":"2017-11-09T17:29:36","modified_gmt":"2017-11-09T17:29:36","slug":"francofonia-regia-di-sokurov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2017\/11\/09\/francofonia-regia-di-sokurov\/","title":{"rendered":"FRANCOFONIA REGIA DI SOKUROV"},"content":{"rendered":"<p>FRANCOFONIA<\/p>\n<p>09\/11\/2017&#8243;Francofonia&#8221;, firmato dal regista russo Sokurov, \u00e8 ambientato nella seconda guerra mondiale e racconta il felice incontro tra due esseri illuminati: il francese Jacques Jaujard conservatore del Museo del Louvre\u00a0ed il Conte tedesco Franziskus Wolff-Metternich responsabile dei\u00a0beni culturali dei paesi occupati. Sar\u00e0 grazie alla loro alleanza che\u00a0molti dei\u00a0tesori\u00a0del\u00a0Louvre verranno salvati, preservando cos\u00ec l&#8217;identit\u00e0 culturale del paese.<br \/>\n&#8220;Chi vorrebbe una Francia senza Louvre o una Russia senza Hermitage?&#8221;, dice una voce fuori campo. Ancora dentro il museo con il regista si riscopre la sua duplicit\u00e0 che lo rende l un nodo urbano indispensabile per l&#8217;uomo: celebrativo e simbolico, specchio del processo evolutivo della societ\u00e0 e della sua identit\u00e0- culturale .<br \/>\nSokurov estende una corposa e forbita riflessione filosofica all&#8217;uomo,\u00a0all&#8217;arte europea ed ai totalitarismi politici.<br \/>\nTutto, in &#8220;Franconfonia&#8221;, sembra temporalmente sospeso, il film va guardato con occhi sensibili, non \u00e8 di facile visione in quanto disorganico, ibridato da linguaggi, reso coeso da un &#8220;io narrante&#8221; ironico e profondo\u00a0che governa e fluidifica il complesso assemblaggio delle immagini.<br \/>\nLa visionariet\u00e0 colta di Sokurov, non priva di entusiasmo sognante, fa s\u00ec che il film produca un concatenarsi di immagini &#8211; riflessione , permeate di influssi pittorici e attraversate da protagonisti vibranti. Visioni dense di significazioni, nutrite di verit\u00e0 dettagliate che sfociano in un&#8217;interpretazione registica di .un periodo storico dove il comune sentire era volto alla tutela dell&#8217; arte.<br \/>\nI continui salti temporali, le immagini di repertorio, le violente criticit\u00e0 storiche del Secolo breve si incontrano nel film con le immagini-monito di un cargo\u00a0colmo di opere d&#8217;arte in balia della tempesta.\u00a0E&#8217; proprio con il marinaio di questa nave che il regista dialoga via Skipe, ma queste immagini iniziali sono &#8220;una trama del pensiero, un flusso di coscienza&#8221; dice Sokurov. Egli conosce bene le dinamiche del potere: &#8220;le forze del mare e della Storia sono cos\u00ec senza coscienza senza morale&#8221;.<br \/>\nDunque un Museo intrappolato in una guerra \u00e8 come una nave in mezzo al mare? L&#8217;uomo \u00e8 senza memoria, capace di essere sublime quanto atroce. Sfuggendogli le trame del potere, &#8220;anche la pi\u00f9 felice delle citt\u00e0 non \u00e8 al riparo da un disastro&#8221;.<br \/>\nQuesti echi drammatici aprono una pagina storica amara quando la Ville Lumiere, il 14 giugno 1940, fu invasa dai nazisti che la trasformarono in &#8220;Parigi citt\u00e0 aperta&#8221;. In un clima oppressivo e belligerante Jaujard\u00a0e Metternichsi incontrano sulla grandezza dell&#8217;arte: stringono un silenzioso accordo\u00a0allontanandosi\u00a0dal presente regolato da nefaste ideologie e divise militari. Grazie a loro, il patrimonio del Louvre non fu trafugato.<br \/>\nSokurov, risalendo la corrente della storia, non dimentica le vittime di\u00a0Leningrado finite come sempre succede nell&#8217;anonimato ed il tragico destino dell&#8217;Hermitage,\u00a0che visse numerose avversit\u00e0. La sua origine russa lo porta ad omaggiare chi \u00e8 perito in momenti bui senza poter assistere al risveglio culturale.<br \/>\nLe potenzialit\u00e0 del cinema, unitamente a quel crocevia tra passato e presente, utopia e disincanto, creano nuovi scenari e situazioni surreali, come il viaggio fantastico dentro il Louvre: tra i valori fondanti dell&#8217;arte patrimonio dell&#8217;intera civilt\u00e0, viene esplorato il significato del ritratto che dischiude le grandi tradizioni dei nostri avi. &#8220;Chi sarei stato se non avessi potuto vedere gli occhi di coloro che vissero prima di me !&#8221; dice la voce del regista fuori campo.<br \/>\nAppare in tutta la sua enigmaticit\u00e0 la Gioconda, ma gli slanci onirici prendono forma attraverso la figura di Napoleone,\u00a0che vaga come un fantasma nel Museo, quasi volesse ricordare che alcune collezioni provengono dalle sue campagne militari. E poi Marianna di Francia, che ossessivamente\u00a0ripete tre valori fondanti per un paese: Libert\u00e9 &#8211; Egalit\u00e9 &#8211; Fraternit\u00e9. Sar\u00e0 ascoltata?<br \/>\nIl cargo che perde in mare le opere d&#8217;arte vuole essere un monito anche per l&#8217;uomo contemporaneo, preda e predatore di un&#8217;economia rapace. Svilito dalla mancanza di valori, cammina verso una prospettiva futura imbrigliato da spietato razionalismo, ormai disincantato anche verso l&#8217;arte. Ma solo l&#8217;arte pu\u00f2 ancora stimolare e unire i popoli.<\/p>\n<p>Paola olivieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FRANCOFONIA 09\/11\/2017&#8243;Francofonia&#8221;, firmato dal regista russo Sokurov, \u00e8 ambientato nella seconda guerra mondiale e racconta il felice incontro tra due esseri illuminati: il francese Jacques Jaujard conservatore del Museo del Louvre\u00a0ed il Conte tedesco Franziskus Wolff-Metternich responsabile dei\u00a0beni culturali dei paesi occupati. 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