{"id":4791,"date":"2015-07-14T18:32:41","date_gmt":"2015-07-14T18:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=4791"},"modified":"2017-11-09T22:34:25","modified_gmt":"2017-11-09T22:34:25","slug":"forza-maggiore-regia-ruben-ostlung","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2015\/07\/14\/forza-maggiore-regia-ruben-ostlung\/","title":{"rendered":"FORZA MAGGIORE REGIA RUBEN OSTLUNG"},"content":{"rendered":"<p>14\/07\/2015.<em>&#8220;Non c&#8217;\u00e8 nessuna forma d&#8217;arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell&#8217;anima&#8221;<\/em>: questo era Ingmar Bergman, che nella sua filmografia ha messo al centro i tormenti dell&#8217;uomo moderno. Ora, dalle gelide acque del Nord, arriva un altro svedese, Ruben\u00a0Ostlung, classe 1974, \u00e8 stato capace di catapultare lo spettatore nelle dinamiche distruttrici di un nucleo familiare che smette di giocare di squadra quando l&#8217;egoismo del marito sdogana\u00a0l&#8217;autentico significato di amore. Nonostante il crollo della comunicazione tra i sessi, le coscienti debolezze portatrici di una bancarotta familiare, appare possibile, come nell&#8217;epilogo, ritrovare il\u00a0senso di unit\u00e0 per proiettare la famiglia verso\u00a0il futuro.<br \/>\nSembrano\u00a0all&#8217;apparenza\u00a0avere tutto, Tomas e Ebba, ma le difficolt\u00e0 non tardano a venire quando\u00a0si recano per una vacanza di sci nell&#8217;Alta Savoia. I ritmi della montagna cui sottostare, il bianco accecante, la maestosit\u00e0 della natura quasi minacciosa, i ricorrenti\u00a0spari delle cannonate di neve, le corpose sonorit\u00e0 vivaldiane, sono un allarmante prologo dal sinistro fascino. Durante un pranzo nel terrazzo panoramico tra le alte cime dei monti, una slavina rischia di travolgere tutti. Ebba rimane a proteggere i figli, Tomas fugge terrorizzato, dimenticando istintivamente il ruolo di capofamiglia. Una fuga improvvisa che infrange ogni codice, scatena un dramma e ogni membro si ribella con modalit\u00e0 diverse.<br \/>\nOstlung \u00e8 al suo terzo lungometraggio ma si rivela un grande narratore ed \u00e8 sempre ben chiara la sua necessit\u00e0 di intraprendere un contatto con lo spettatore che lo interpella. E&#8217; minuzioso, tratteggia con intelligenza l&#8217;abbandono, le difficolt\u00e0 taciute e inespresse, l&#8217;inquietudine e il disorientamento di Ebba quando si trova ad intraprendere, ormai raggomitolata nella solitudine, un suo percorso, vivendo irrimediabilmente sospesa tra la sua condizione di madre dedita ai figli e la scoperta della vilt\u00e0 di quel marito tanto aitante quanto vigliacco, ora messo al centro di un&#8217;attenzione quasi processuale. Nonostante l&#8217;uomo cerchi di minimizzare, la forza centripeta dell&#8217;analisi ossessiva di sua moglie lo trasciner\u00e0 nella disperazione, coinvolgendo in questo vortice anche gli amici.<br \/>\nLe atmosfere si caricano di tensione insieme al concatenarsi degli eventi, i grandi spazi si fanno plastici, risultando opprimenti e alienanti, i\u00a0lunghi corridoi, luogo di incontro e scontro tra Ebba e Tomas sono ripresi dal piano superiore (ove un misterioso uomo osserva il disgregarsi silenzioso del nucleo familiare). Ma dopo il crollo emozionale di Tomas, la famiglia si ricompone tra le nebbie della montagna e della sconfinata natura. Ostlung non fa sconti e ci offre nitido ritratto della solitudine contemporanea.<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n<h3><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14\/07\/2015.&#8220;Non c&#8217;\u00e8 nessuna forma d&#8217;arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell&#8217;anima&#8221;: questo era Ingmar Bergman, che nella sua filmografia ha messo al centro i tormenti dell&#8217;uomo moderno. 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