{"id":6430,"date":"2018-09-21T17:26:28","date_gmt":"2018-09-21T17:26:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=6430"},"modified":"2018-09-21T17:29:32","modified_gmt":"2018-09-21T17:29:32","slug":"la-pazza-gioia-dentro-gli-impossibili-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2018\/09\/21\/la-pazza-gioia-dentro-gli-impossibili-sogni\/","title":{"rendered":"\u201cLa pazza gioia\u201d dentro gli impossibili sogni"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa pazza gioia\u201d dentro gli impossibili sogni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inaspettato quanto emozionante \u00e8 stato il discorso di ringraziamento dell\u2019attrice torinese Valeria Bruni Tedeschi ritirando il premio \u201cDavid di Donatello\u201d 2017, sezione miglior attrice, per la superba interpretazione dell\u2019istrionica contessa Beatrice ne &#8216;La pazza gioia&#8217; firmato da Paolo Virz\u00ec.<\/p>\n<p>In coppia con la Ramazzotti, coprotagonista del film e da lei chiamata sul palco, la Bruni Tedeschi si \u00e8 lanciata in un prolisso elenco di ringraziamenti, cogliendo di sorpresa un pubblico composto per lo pi\u00f9 da attori, produttori e registi. Una vera e propria esplosione di felicit\u00e0 e di ironia, che ha evocato il clima surreale in cui nel film Virz\u00ec adagia Beatrice e Donatella (Micaela Ramazzotti). Melodramma sublime ove le emozioni non cedono mai a nessuna forma di compromesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Grazie a\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Franco Basaglia per aver rivoluzionato la psichiatria in Italia<\/em><\/p>\n<p><em>Paolo Virz\u00ec che mi guarda da anni con tenerezza<\/em><\/p>\n<p><em>La mia amica Barbara che mi propose la sua amicizia il primo giorno d\u2019asilo <\/em><\/p>\n<p><em>e mi dette un po\u2019 della sua focaccia facendomi sentire magicamente non pi\u00f9 sola<\/em><\/p>\n<p><em>Amici e amiche senza i quali non potrei vivere<\/em><\/p>\n<p><em>La mia povera psicanalista<\/em><\/p>\n<p><em>Leopardi, Ungaretti, Pavese<\/em><\/p>\n<p><em>Natalia Ginzburg<\/em><\/p>\n<p><em>Anna Magnani Gena Rowlands e suo marito<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e9, mia madre, Brassens, mia sorella, mia zia<\/em><\/p>\n<p><em>Paolo Virz\u00ec<\/em><\/p>\n<p><em>I registi che mi hanno accolta nei paesi della loro fantasia e quelli che mi accoglieranno ancora permettendomi di vivere quella vita parallela che \u00e8 il cinema<\/em><\/p>\n<p><em>Gli uomini che mi hanno amata, che ho amato e che mi hanno abbandonata \u2013<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0che mi ameranno l\u2019avrei detto dopo \u2013 perch\u00e9 mi sento fatta di tutti loro<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0ed \u00e8 a loro che mi racconto<\/em><\/p>\n<p><em>Gli sconosciuti che mi fecero un sorriso e un gesto nei giorni pi\u00f9 bui<\/em><\/p>\n<p><em>I miei due meravigliosi bambini.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Chi, pi\u00f9 di Virz\u00ec, comprende le donne? In tutta la sua cinematografia, ha stilato meravigliose figure femminili, dando voce ai grandi sogni e alle terribili paure, imbastendo un divertente immaginario ove vortici di emozioni e nevrosi si rincorrono attraverso personaggi affetti da ferite che hanno solcato il loro inconscio, esasperando cos\u00ec la loro tristezza.<\/p>\n<p>Il brillante regista avvince giocosamente lo spettatore con i suoi originali personaggi, che inaspettatamente afferrano forse per l\u2019ultima volta quella speranza capace regalare un nuovo smalto ad un presente strapazzato dal disagio. Ed \u00e8 qui che tra lacrime e riso \u00e8 facile affezionarsi ad Ella e John di \u201cThe leisure Seeker\u201d, oppure a Beatrice e Donatella di \u201dLa Pazza gioia\u201d, perch\u00e9 \u00a0ci coinvolgono in strampalate fughe verso la felicit\u00e0 che nulla promette, mentre \u00a0lottano con un presente disperato. Sono dunque fiabe amare quelle di Virz\u00ec? Forse \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 amaro il mondo dei sani e dei razionali.<\/p>\n<p>Gli ironici guizzi di Virz\u00ec, che non tradiscono il suo spirito toscano, coniugandosi con quel suo \u201ccapitale umano\u201d straboccante di fantasia e pathos, sono un modo di fare cinema che racconta, senza dimenticare i tratti della commedia all\u2019italiana, i drammi nei quali il termostato emotivo oscilla tra una \u201cpazza gioia\u201d ed un insostenibile presente.<\/p>\n<p>In \u201cElla e John\u201d e ne \u201cLa pazza gioia\u201d si avverte che lo sguardo del regista si fa estremamente sensibile quando chiama in causa alcune sue eroine bersagliate dagli strali della vita, le quali reagiscono con ironia pungente dentro un vortice di urlate contraddizioni, cercando cos\u00ec di scacciare il lancinante dolore del disagio attraverso viaggi verso lidi sconosciuti.<\/p>\n<p>I due film, il primo considerato dai critici pi\u00f9 tiepido rispetto al secondo, sono \u201don the road movie\u201d nei quali tutti i protagonisti, sottraendosi alle cure mediche, rubano del tempo al loro inquieto presente. Fuggono verso il sogno della libert\u00e0, scontrandosi con una societ\u00e0 incapace di accettarli.<\/p>\n<p>Mentre Ella e John scoprono un\u2019America che non riconoscono pi\u00f9, ormai diventata troppo violenta, Beatrice e Donatella scorrazzano per le periferiche strade toscane, protagoniste di gag ove \u00e8 facile ritrovarsi per ridere della nostra Italia e di come sia arido un mondo di sani capace solo di deriderle.<\/p>\n<p>Entrando ne \u201cLa pazza gioia\u201d, Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi) e Donatella (Micaela Ramazzotti) sono vittime del disagio psichico che spesso esplode in modo incontenibile. Stringono amicizia dentro una comunit\u00e0 terapeutica destinata a donne che subendo le sentenze del tribunale sono considerate pericolose e sottoposte a terapie volte al recupero.<\/p>\n<p>Beatrice \u00e8 stata allontanata dalla famiglia per aver mandato in bancarotta il marito, un noto avvocato. E\u2019 istrionica quanto logorroica, una vera \u201csciura\u201d milanese che ha tutti i difetti degli egocentrici, vantando grandi amicizie e raccontando, tra follia e normalit\u00e0, appassionanti avventure della sua vita.<\/p>\n<p>Donatella, invece, \u00e8 di umili origini, una fragile donna chiusa nel suo dolore di madre ferita. A causa del suo tentato suicidio, gli \u00e8 stato sottratto il figlio per darlo in adozione. Respinta dal padre del bambino, si \u00e8 gettata nel fiume con il piccolo.<\/p>\n<p>In un contesto fuori dalle righe, la maniacale e prolissa Beatrice cerca di prendersi cura di Donatella e quest\u2019ultima, quasi soggiogata dalla travolgente amica, la segue. Durante un\u2019uscita dalla Comunit\u00e0 terapeutica, il servizio di vigilanza perde il controllo delle sue pazienti. Beatrice e Donatella ne approfittano per fuggire: incontrano uomini che tentano di approfittarsi di loro, ma dentro questo improbabile sogno di gioia che non stagna il loro dramma, cercano i legami familiari, in un presente mortificato dai farmaci e dalle ristrettezze economiche. Sono state due figlie di donne anaffettive, assenti, che hanno lasciato loro il segno della tristezza a volte respinta, altre volte ignorata, di sicuro vissuta tra alti e bassi strizzando l\u2019occhio alla felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 nella seconda parte de \u201cLa pazza gioia\u201d che Virz\u00ec affronta, attraverso una serie di drammatici episodi, il tema del disturbo psichiatrico capace di schiacciare un qualsiasi presente: nonostante siano incapaci di autogestirsi, vediamo le due donne correre e ridere, cullandosi di musiche e di illusioni e, perch\u00e9 no, nel desiderio di un futuro fuori dalla comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il regista sembra voler indagare su quanto gli incontri sbagliati di Beatrice e Donatella abbiano sconvolto la loro mente. Quanto pu\u00f2 farci deragliare il dolore? I comportamenti possono essere il termometro dell\u2019emotivit\u00e0, ma non c\u2019\u00e8 risposta certa.<\/p>\n<p><em>\u201cE te, bimba mia, ti devi aiutare da sola\u201d,<\/em> dice il padre a Donatella mentre giace sul letto di ospedale.<\/p>\n<p><em>\u201cAdesso facciamo cos\u00ec, tu ti riprendi con calma e poi ti faccio riportare in comunit\u00e0\u201c,<\/em> dice il marito a Beatrice dopo aver passato con lei una notte, ancora affascinato dalla donna.<\/p>\n<p>Ad entrambe resta solo la reciproca amicizia e la speranza che il calore umano e l\u2019amore possano mettere a tacere gli spettri che agitano il loro presente.<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa pazza gioia\u201d dentro gli impossibili sogni &nbsp; Inaspettato quanto emozionante \u00e8 stato il discorso di ringraziamento dell\u2019attrice torinese Valeria Bruni Tedeschi ritirando il premio \u201cDavid di Donatello\u201d 2017, sezione miglior attrice, per la superba interpretazione dell\u2019istrionica contessa Beatrice ne &#8216;La pazza gioia&#8217; firmato da Paolo Virz\u00ec. 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