{"id":6477,"date":"2018-11-22T20:48:34","date_gmt":"2018-11-22T20:48:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=6477"},"modified":"2018-11-22T20:48:34","modified_gmt":"2018-11-22T20:48:34","slug":"ripensare-sempre-a-federico-fellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2018\/11\/22\/ripensare-sempre-a-federico-fellini\/","title":{"rendered":"Ripensare  sempre a Federico Fellini&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>&#8221; Io a fare il regista,non \u00e8 che ci pensassi molto.Qualche assaggio di cosa significasse l&#8217;avevo avuto,ma non lo avevo preso sul serio. Pi\u00f9 che aiuto regista di Rossellini in &#8221; Pais\u00e0&#8221;,ad esempio,mi ero sentito ospite,uno che sta l\u00ec per ridere agli incidenti di un apparato abnorme ( Oreste del Buono,Prefazione a Lo sceicco Bianco&#8221; Garzanti). Federico Fellini ha attraversato il Neorealismo in qualit\u00e0 di Co-autore di grandi capolavori insieme a Roberto Rossellini ,quali &#8221; Pais\u00e0&#8221;, &#8221; Roma citt\u00e0 aperta&#8221;( con la collaborazione di Amidei), &#8221; Il Miracolo&#8221;, dove ha curato soggetto e sceneggiatura, il secondo episodio di &#8221; L&#8217;amore&#8221;.<\/p>\n<p>Fu inoltre aiuto regista in &#8221; Francesco giullare di Dio&#8221;. Il 1946 \u00e8 un anno particolarmente importante perch\u00e8 conosce Tullio Pinelli , con il quale nasce una collaborazione che sfocia nelle sceneggiature &#8220;Il passatore&#8221; di Duilio Coletti&#8221; e &#8221; Senza Piet\u00e0&#8221;di Alberto Lattuada.Sar\u00e0 in questo film che incontrer\u00e0 Piero Gherardi, e sempre in questo film debutta Giulietta Masina che, per la sua interpretazione,ottiene un Nastro d&#8217;Argento come attrice non protagonista.<\/p>\n<p>Insieme a Lattuada, Giulietta Masina e Carla del Poggio nel 1950 forma una specie di cooperativa per la produzione del film &#8221; Luci del Variet\u00e0&#8221;. Sono gli anni dei grandi incontri, di quei sodalizi che hanno lasciato un segno nella storia del cinema,come con quello di Ennio Flaiano.<\/p>\n<p>Tullio Kezich , biografo ufficiale di Fellini, scrive: &#8221; Il salizio con Ennio rappresenta anhe un imprevisto anello di congiunzione tra Federico e i gruppi intellettuali dei caff\u00e8 di Via Veneto, soprattutto\u00a0 Rosati,dove l&#8217;autore di &#8221; Tempo di Uccidere&#8221;\u00e8 venerato come un maestro.A parte qualche sporadico rapporto,tra Fellini e il mondo intellettuale c&#8217;\u00e8 stata a lungo una reciproca diffidenza, forse una tacita risoluzione di non convergere&#8221; ( Tullio Kezich, &#8221; Fellini&#8221;Camunia Milano).<\/p>\n<p>Ripensando al passato, Fellini ha sempre considerato Rossellini come &#8221; una specie di metropolitano che mi ha aiutato ad attraversare la strada&#8221;, ma lo ha anche definito il vero punto di riferimento del Neorealismo.<\/p>\n<p>Dichiara il regista\u00a0 che Rossellini sapeva &#8221; camminare in equilibrio in mezzo alle condizioni pi\u00f9 avverse, pi\u00f9 contrastanti, e nello stesso tempo aveva la capacit\u00e0 naturale , di volgere a proprio vantaggio queste avversit\u00e0 e questi contrasti,tramutarli in un sentimento,in valori emozionali,in un punto di vista. Questo faceva Rossellini:viveva la vita di un film come un&#8217;avventura meravigliosa da vivere e simultaneamente raccontare&#8221;. (Federico Fellini\u00a0 &#8221; Fare un film&#8221; Einaudi).<\/p>\n<p>Nel 1952,dopo la rinuncia di Antonioni non interessato al soggetto, Fellini debutta come regista ne &#8221; Lo sceicco Bianco&#8221;,che rivela il rovescio della medaglia del mondo dei fotoromanzi definito all&#8217;epoca &#8221; il cinema dei poveri&#8221;.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 in questo primo film,Fellini si avvale di una buona dose di ironia ,per criticare una certa editoria. Il regista fornir\u00e0 sempre ai suoi interlocutori ,elementi per comprendere la realt\u00e0 attraverso un&#8217;originale e inedita visione. Wanda e Leopoldo sono la coppietta del film,in viaggio di nozze durante l&#8217;Anno Santo.Il critico cinematografico Oreste del Buono dice che insieme componevano &#8221; una coppia di uno squallore ideale e di una pateticit\u00e0 irresistibile&#8221; ( &#8221; Invito al cinema di Fellini&#8221;, Roberto C. Provenzano, Mursia, 1995). Wanda \u00e8 il primo modello di donna felliniana: delicata e smarrita.<\/p>\n<p>Wanda,definita da Del Buono &#8221; fresca e sfiorita insieme&#8221;, scrive segretamente alla redazione di &#8221; Incanto blu&#8221;,essendo innamorata dello Sceicco Bianco ( Alberto Sordi).La timida donna dorme sotto l&#8217;ingannevole pallore della luna e ,anche se sar\u00e0 coinvolta in disavventure rimarr\u00e0 una sognatrice. La materializzazione degli incantamenti arriva con la romantica apparizione dello Sceicco che si libra su un&#8217;altalena contornata di fiori. I sogni di Wanda terminano quando,dopo un verboso dialogo con la vera moglie dello sceicco,scopre la verit\u00e0 e cade vittima di uno smarrimento che si tramuter\u00e0 in un terribile mea culpa.Ma nuovi raggi di sole e fili di speranza arricchiranno la vita della dolce sposina\u00a0 che,non rinunciando al suo lato sognatore,vedr\u00e0 nel marito Ivan il suo nuovo Sceicco.<\/p>\n<p>In questo film fa la sua prima apparizione Giulietta Masina nel piccolo ruolo di Cabiria, propostole da Flaiano.&#8221; Giulietta,c&#8217;\u00e8 un piccolo personaggio ne &#8221; Lo sceicco bianco &#8220;, una prostituta , perch\u00e8 non lo fai tu? Perch\u00e8 non fai questa sorpresa a Federico? Tu ne faresti una cosa molto spiritosa&#8221; ( &#8220;Fellini e Rossi il sesto vitellone&#8221; Moraldo Rossi e Tatti Sanguineti,Cineteca del Comune di Bologna- LeMani 2001).<\/p>\n<p>Dice la Masina: &#8220;Io avevo gi\u00e0 fatto &#8220;Luci del Variet\u00e0&#8221; e il mio debutto in &#8220;Senza Piet\u00e0&#8221; di Alberto Lattuada, e avevo avuto la fortuna di vincere per due volte il\u00a0 &#8220;Nastro d&#8217;argento&#8221; come miglio attrice non protagonista. Perci\u00f2 pensai: Ma come ,in un film di Federico vado a fare la generica primaria, allora gli altri registi che me fanno fa? Tanto e vero che la cosa ,non dico che mi offese , ma mi dispiacque molto. Poi Flaiano insistette tanto per cui io affrontai questo personaggetto di Cabiria ,\u00a0 perch\u00e8\u00a0 la prostituta si chiamava Cabiria, proprio perch\u00e8 fosse in contrasto con questa minutissima figura fisica&#8221;.\u00a0 E vedi che l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 sempre premiata visto che dopo &#8221; La strada&#8221;, Federico pens\u00f2 di farmi fare Cabiria che forse \u00e8 il personaggio che mi somiglia di pi\u00f9 come emotivit\u00e0 ,come carattere ed \u00e8 quello che io amo in assoluto di pi\u00f9&#8221; ( &#8220;Fellini e Rossi il sesto vitellone &#8221; Moraldo Rossi e Tatti Sanguineti,Cineteca del\u00a0 Comune di Bologna- Le Mani-2001).<\/p>\n<p>Il film fu presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ma accolto tiepida,emte ingiustamente stroncato dalla Rivista Bianco e Nero che scrisse &#8220;Un film talmente scadente per grossololnit\u00e0gusto per deficenjze narratove per convenzionalit\u00e0 di costruzione da rendere il dubbio se tale prova di Fellini regista debba considerarsi senza appello ( Tullio Kezich &#8221; Federico&#8221; Feltrinelli).<\/p>\n<p>Lo scecicco Bianco fu un ottimo strumento per iniziare a conoscere il lato soggettivista del mondo felliniano che ormai aveva siglato con il suo personale codice l&#8217;oggettivismo del periodo neorealista. Dopo questo clamoroso insuccesso per Fellini fu tutto pi\u00f9 complicato. Era gi\u00e0 stato stilato il successo della &#8221; La strada&#8221; ma i produttori erano sfiduciati.<\/p>\n<p>L&#8217;ancora di salvezza fu Lorenzo Pegoraro, della Peg Film, che propose di percorrere un sentieri pi\u00f9 leggero. Nacque velocemente i Vitelloni , dove Alberto Sordi , Leopoldo Trieste e Riccardo Fellini mantennero i loro veri nomi mentre Fellini proiett\u00f2 se stesso in Moraldo , il vitellone coraggioso che taglia il cordone ombellicale con la provincia. Indimenticabile \u00e8 l&#8217;interpretazione di Alberto Sordi che,attraverso la sua maschera clownesca,riesce a esprimere una gamma di ampie sfumature.L&#8217;attore si distinguer\u00e0 nel corso della sua carriera proprio per l&#8217;interpretazione dei vizi e delle virt\u00f9 di un&#8217;Italia che,dopo l&#8217;ubriacatura del boom economico,subisce una metamorfosi nei costumi.<\/p>\n<p>Fellini avr\u00e0 verso il passato una strana nostalgia :non dimentichiamoci che fugg\u00ec dalla sonnolenta provincia italiana. Il film fu un grande successo: vinse il Leone d&#8217;Argento e tre volte &#8220;Nastri d&#8217;Argento&#8221; ( migliore produzione,migliore regia e migliore attore non protagonista,premio attribuito ad Alberto Sordi).<\/p>\n<p>Per Fellini il pianeta donna sar\u00e0 sempre un mondo da scoprire. Riconosceva in Giulietta grandi qualit\u00e0 attoriali: quello con l&#8217;attrice sar\u00e0 un incontro del destino che avr\u00e0 un ruolo fondamentale nella vita del regista. La Masina interpreta,con riconoscimento di pubblico e di critica,il personaggio di Gelsomina ne &#8221; La Strada&#8221;(1954) che vince il Leone d&#8217;Argento e l&#8217;Oscar come miglior film straniero.Nel film sono affrontate tematiche complesse come la drammatica rappresentazione di un &#8216;Italia arretrata che ignora la donna. Nel mondo casuale del cinema le sceneggiature nascono magicamente. &#8221; Le notti di Cabiria&#8221;nacque da uno scritto realizzato insieme allo sceneggiatore Pinelli,grande amico di Fellini. La trama fu raccontata in modo allettante ad Anna Magnani che rimase perplessa.Fellini ricorda: &#8221; Mi accorgevo dall&#8217;aria via via sempre pi\u00f9 distaccata che Anna Magnani prendeva,dall&#8217;eccessivo interesse con cui indugiava a guardarsi le unghie,da un piccolo sbadiglio&#8230;.A Feder\u00ec ,ma ti pare che una come me si fa chiudere nel cesso da uno stronzo di attore?.Guardai Rossellini in cerca di aiuto,Rossellini si accese subito una sigaretta e mi chiese se avevo qualche altra idea . Non ne avevamo,almeno per il momento&#8221;.(&#8221; Fare un film&#8221;,Federico Fellini Einaudi).<\/p>\n<p>Giulietta Masina si rivela una grande interprete per le due creature felliniane,Cabiria\u00a0 e Gelsomina, essere affini che conservano l&#8217;animo candido,illuminando le loro movenze con quei guizzi clowneschi che mettono in scena uno spirito circense.Federico disegner\u00e0 per loro destini opposti, che si tengono per mano grazie al talento dell&#8217;attrice.Gelsomina \u00e8 una figura irreale:sembra uscita dai giardini dell&#8217;immaginazione,\u00e8 la materializzazione dell&#8217;innocenza,un angelo imprigionato in un destino tragico,segnato dal violento Zampan\u00f2,forza bruta capace solo distruggere.Nella scena finale lo troveremo improvvisamente attanagliato da una crisi interiore che lo porter\u00e0 a cercare una risposta osservando il cielo stellato.L&#8217;intensa carica emotiva e musicale descrive meglio di mille parole l&#8217;anima di Gelsomina ,che suscita una vasta gamma di emozioni:attraverso i suoi occhi si pu\u00f2 cogliere l&#8217;essenza del film che punta il dito sull&#8217;incomunicabilit\u00e0.<\/p>\n<p>A differenza di Gelsomina,Cabiria vive una sua indipendenza,\u00e8 una sognatrice simile a Wanda de &#8221; Lo sceicco Bianco&#8221; e, nel suo mondo di solitudine,aspira solo ad essere amata.Lo capiamo fin dal suo ingresso casuale in un teatro di variet\u00e0.Nel palco un mago la ipnotizza e,in uno stato di incoscienza,lei confessa di volersi sposare e avere dei figli. Il risveglio da quel mondo fonte di illusione sar\u00e0 tragico. L&#8217;evento preannuncia un altro ingannevole incontro,quello con Oscar,che le procurer\u00e0 un&#8217;atroce disperazione.Rischia di morire,ma ancora una volta la sua forza le permetter\u00e0 di guardare avanti. In entrambi i ruoli,la Masina ha dato prova di grande immediatezza espressiva ,capace allo stesso tempo\u00a0 di divertire con la sua frenesia e di immalinconire con lo sguardo. Ma la tematica dell&#8217;incomunicabilit\u00e0 e quella della solitudine ,saranno ampliate nei film che seguiranno<\/p>\n<p>Paola Olivieri Alfinito . &#8221; Isogni del cinema Italiano. Tra registi e Dive. Edizioni Helin<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8221; Io a fare il regista,non \u00e8 che ci pensassi molto.Qualche assaggio di cosa significasse l&#8217;avevo avuto,ma non lo avevo preso sul serio. 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