{"id":6609,"date":"2018-11-04T11:27:48","date_gmt":"2018-11-04T11:27:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=6609"},"modified":"2018-11-04T11:28:07","modified_gmt":"2018-11-04T11:28:07","slug":"i-bellissimi-lazzro-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2018\/11\/04\/i-bellissimi-lazzro-felice\/","title":{"rendered":"I Bellissimi: Lazzaro Felice"},"content":{"rendered":"<p>LAZZARO FELICE<\/p>\n<p>di Alice Rohrwacher<\/p>\n<p>Dopo \u201cLe meraviglie\u201d (2014), la regista Alice Rohrwacher presenta al Festival di Cannes 2018\u00a0 \u201cLazzaro Felice\u201d, interpretato\u00a0 da attori non professionisti insieme ad altri affermati, vincendo il premio come migliore sceneggiatura ad ex aequo con \u201cThree Face\u201d di Jafar Panahi.<\/p>\n<p>In entrambi i film, attraverso un linguaggio che corre sul filo delle emozioni, lo spettatore viene catapultato in una dimensione rurale, ove nuclei familiari e comunit\u00e0 vivono una transizione che significa distacco, rimanendo legati ad un patrimonio di valori confinato in un passato nel quale \u00e8 impossibile tornare.<\/p>\n<p>Per \u201cLazzaro Felice\u201d, fiaba amara avvolta in un canovaccio surreale, la regista si \u00e8 ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto: una marchesa del centro Italia, approfittando dell\u2019isolamento geografico della sua vasta propriet\u00e0, aveva ingannato i suoi contadini non rivelando loro la fine della mezzadria.<\/p>\n<p>\u201c<em>Mi ha sempre fatto una struggente tenerezza la storia di questi contadini che arrivarono in ritardo all\u2019 appuntamento con la storia e che restarono tagliati fuori da una trasformazione, raccogliendo solo i resti di quel passaggio fragoroso\u201d, dice la regista. <\/em>Nonostante ci troviamo dentro un universo filmico fuori dai canoni ma di grande fascinazione, pulsa in esso il dramma dei contadini sfruttati e mai risarciti dentro quella piantagione di tabacco chiamata non a caso \u201cl\u2019Inviolata\u201d. Non rivendicheranno i loro diritti neanche dopo essere stati liberati dalle autorit\u00e0: analfabeti, privi di identit\u00e0, sradicati da quella terra a cui sembravano appartenere, continueranno ad essere dei vinti \u201cverghiani\u201d anche in quella \u201cterra di nessuno\u201d chiamata periferia, trovando riparo solo dentro le baraccopoli delle grandi citt\u00e0. Tristi, invecchiati, ma sempre uniti, vivranno di traffici al limite della legalit\u00e0.<\/p>\n<p>Con una vasta gamma di registri e colori ed una stupenda fotografia, Alice Rohrwacher descrive quel divario terribile tra l\u2019assolata campagna estiva ed il freddo inverno di trent\u2019anni dopo dentro un\u2019anonima e indifferente citt\u00e0. Nella prima parte del film entriamo in contatto con una comunit\u00e0 rurale coesa, che vive di riti, in un clima di atemporalit\u00e0 infranto solo da qualche brano musicale degli anni 90.<\/p>\n<p>Tra fragorose risate, dentro una grande cucina dal soffitto basso, troviamo, sempre solo in un angolo eppure felice, il giovane Lazzaro, che non conosce neanche i suoi genitori. Sfruttato da tutti, \u00e8 quello che non chiede nulla in cambio: aiuta la nonna, fa la guarda al lupo, fa l\u2019uomo di fatica. All\u2019interno dell\u2019Inviolata, conosce il giovane e viziatissimo Tancredi, figlio della Marchesa Alfonsina de Luna, la proprietaria della tenuta. Purtroppo, questo legame nasce sotto una cattiva stella: per Lazzaro sar\u00e0 amicizia sincera e preziosa che rimarr\u00e0 intatta nonostante le dure conseguenze della truffa della Marchesa, per Tancredi sar\u00e0 solo un gioco.<\/p>\n<p>Come spiega la regista, la storia di Lazzaro \u201c \u00e8 quello di una\u00a0 piccola santit\u00e0 senza miracoli, la santit\u00e0 dello stare al mondo e di non pensare male di nessuno, ma semplicemente credere negli altri esseri umani\u201d. Ma chi \u00e8 Lazzaro? Forse \u00e8 un eroe allegorico: cade da un dirupo ed invece di morire si addormenta, mentre un lupo si prende cura di lui, risorgendo tanti anni dopo in una grande citt\u00e0. Un episodio, questo, che ci rimanda alla spiritualit\u00e0 di San Francesco. Anche in questo luogo ostile, Lazzaro rimedia ai danni fatti dagli altri, non lotta, ma i suoi occhi sprigionano quella grande innocenza che \u00e8 il salvapassare della sua integrit\u00e0. Non si sfalder\u00e0 neanche quando sbarcher\u00e0 nella grande citt\u00e0 ritrovando casualmente Tancredi nella pi\u00f9 cupa decadenza morale.<\/p>\n<p>Sempre con lo stesso animo candido e fedele all\u2019amicizia, Lazzaro conoscer\u00e0 una nuova crudelt\u00e0, pi\u00f9 feroce\u00a0 del lupo che infatti scapper\u00e0 via confuso tra le macchine, lasciando i nostri \u00a0diseredati\u00a0 sbalorditi di fronte al forte vento che esce da una chiesa.<\/p>\n<p>Forse il vento sta seguendo proprio loro? Si, ma non sappiamo cosa spazzer\u00e0 via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paola Olivieri<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher Dopo \u201cLe meraviglie\u201d (2014), la regista Alice Rohrwacher presenta al Festival di Cannes 2018\u00a0 \u201cLazzaro Felice\u201d, interpretato\u00a0 da attori non professionisti insieme ad altri affermati, vincendo il premio come migliore sceneggiatura ad ex aequo con \u201cThree Face\u201d di Jafar Panahi. 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