{"id":6699,"date":"2018-12-04T20:44:04","date_gmt":"2018-12-04T20:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=6699"},"modified":"2023-08-15T14:13:22","modified_gmt":"2023-08-15T14:13:22","slug":"il-tema-del-doppio-nel-cinema-melancholia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2018\/12\/04\/il-tema-del-doppio-nel-cinema-melancholia\/","title":{"rendered":"Il tema del doppio nel cinema:  Melancholia"},"content":{"rendered":"<p>04 12 2018.Melancholia, pianeta di grandi dimensioni, sta per scontrarsi con la Terra. Questa sciagura \u00e8 lo sfondo del film firmato da Lars von Trier, che misura l&#8217;impotenza dell&#8217; uomo di fronte alle bizzarrie delle leggi cosmiche, rivelando come nella sua essenza l&#8217;individuo non sia altro che polvere. L&#8217;incubo della fine rende l&#8217;atmosfera densa di un&#8217;ingestibile inquietudine, nella quale la morte \u00e8 vissuta da ogni personaggio con occhi diversi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui una prima lettura del film &#8220;Melancholia&#8221;, nell&#8217;accavallamento delle differenti visioni su questa Apocalisse. In un clima asfittico, alcuni personaggi sembrano ignorare la sciagura che li attende, mentendo a se stessi e preferendo rifugiarsi \u00a0nella scienza. Altri, paradossalmente, si perdono in questo inquietante destino.<\/p>\n<p>La visione del film \u00e8 un&#8217;esperienza ipnotica, che introduce in un clima onirico ma freddo, difficile\u00a0 da dimenticare, complici gli echi wagneriani che accompagnano le immagini iniziali. E&#8217; facile rimanere soggiogati da un tale ventaglio metafisico &#8211; surreale con citazioni pittoriche brugheliane che accolgono la protagonista Justine (Kirsten Dunst): il suo volto reso inespressivo si incrocia con altre immagini, mere proiezioni interiori di quel grande vuoto che la imbriglia mentre l&#8217;affascinante pianeta che avanza sovverte ogni piano. Non resta dunque che scoprire gli ultimi passi del cammino dei &#8220;nostri&#8221; ormai segnato dalla morte.<\/p>\n<p>&#8220;Melancholia&#8221; non \u00e8 per\u00f2 un film che narra la sistematica distruzione del pianeta azzurro: questo \u00a0incubo \u00e8 un complice, capace di aprire la porta del personale viaggio del regista dentro il male di vivere. Lo stesso male che attanaglia le due sorelle Justine e Claire nella loro lussuosa tenuta, mentre sullo sfondo fluttuano immagini colme di allegorie e riflessioni filosofiche \u00a0che si incrociano con citazioni del \u00a0grande cinema Europeo.<\/p>\n<p>La prima parte del film \u00e8 dedicata a Justine nel giorno del suo matrimonio, al centro di un fastoso \u00a0cerimoniale organizzato dal ricchissimo cognato: appare felice, ma vive un tale straniamento interiore che la costringe ad assentarsi dalla festa. Forse non ama l&#8217;uomo che ha appena sposato? Justine \u00e8 l&#8217;ancella del regista, specchio della sua complessit\u00e0. Su di lei soffia il male di vivere, forse il riverbero di quella seconda luna che formando un cono d&#8217;ombra chiamato inquietudine avvolge a s\u00e9 tutti i personaggi, rivelandone il lato oscuro. In seguito a ci\u00f2, gli ospiti abbandoneranno uno ad uno la festa nuziale, dal sapore farsesco, con improbabili scuse.<\/p>\n<p>In questo clima glaciale, il rapporto tra \u00a0Justine e Claire (l&#8217;inguaribile altruista) subir\u00e0 un&#8217;inaspettata metamorfosi mentre su di loro aleggia la madre Gaby, donna senza speranza ma di grande temperamento. Sprigiona un tale pessimismo che incarna la figura pi\u00f9 nefasta, non cercando e non riconoscendo pi\u00f9 la felicit\u00e0, ma cogliendo solo la pochezza del vivere condizionato da falsi riti. &#8220;<em>Siamo soli, la vita \u00e8 solo sulla terra e per poco \u00a0ancora<\/em>&#8221; dice Justine, che si \u00e8 ormai arresa. Ha \u00a0intuito prima di tutti che per l&#8217;umanit\u00e0 ci sono ancora poche albe su cui aprire gli occhi. Le due sorelle cadranno entrambe nell&#8217;abisso della solitudine, mentre il marito di Claire le abbandoner\u00e0 cercando il suicidio.<\/p>\n<p>Se nella prima parte del film Justine \u00e8 la sposa senza speranza sorretta dalla forza di Claire, nella seconda parte quest&#8217;ultima, che \u00a0incarna la mediazione e la razionalit\u00e0, si riveler\u00e0 la pi\u00f9 fragile delle due e, non accettando il corso della natura, sar\u00e0 fagocitata dalla forza centripeta dell&#8217;ansia, a testimonianza che nessuno \u00e8 immune dal male di vivere, come il regista sembra voler ribadire. Scivolano nella depressione quasi tutti i personaggi di &#8220;Melancholia&#8221; e anche gli animali sfuggono al controllo: cavalli imbizzarriti si allontanano, quasi a confermare le nuove leggi della natura.<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>04 12 2018.Melancholia, pianeta di grandi dimensioni, sta per scontrarsi con la Terra. Questa sciagura \u00e8 lo sfondo del film firmato da Lars von Trier, che misura l&#8217;impotenza dell&#8217; uomo di fronte alle bizzarrie delle leggi cosmiche, rivelando come nella sua essenza l&#8217;individuo non sia altro che polvere. 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