{"id":6765,"date":"2018-12-14T16:13:14","date_gmt":"2018-12-14T16:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=6765"},"modified":"2023-08-15T13:56:00","modified_gmt":"2023-08-15T13:56:00","slug":"dalle-gelide-acque-del-nord-arriva-ruben-ostlund-con-the-square","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2018\/12\/14\/dalle-gelide-acque-del-nord-arriva-ruben-ostlund-con-the-square\/","title":{"rendered":"Dalle gelide acque del nord arriva Ruben \u00d6stlund con &#8221; The square&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>14 12 2018.\u201cThe Square\u201d, che si \u00e8 aggiudicato la Palma d\u2019Oro al 70\u00b0 Festival di Cannes, \u00e8 firmato da <span class=\"st\">Ruben <em>\u00d6stlund<\/em><\/span> ed interpretato da Elisabeth Moss, Dominic West, Claes Bang, Terry Notary, Linda Anborg, Annica Liljeblad.<\/p>\n<p>Correndo attraverso situazioni paradossali, quasi squilibrate e squilibranti, il film analizza il lato fasullo dell\u2019arte contemporanea, scivolando poi nelle contraddizioni dell\u2019uomo moderno, diviso tra idealismo e cinismo, incapace di grandi azioni perch\u00e9 avvitato nel freddo individualismo che frena ogni empatia e senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 Christian, curatore di un importante Museo d\u2019arte contemporanea di Stoccolma e padre di due bambine. A suo dire l\u2019arte ha un\u2019azione salvifica per l\u2019uomo: per questo, vive con trepidazione l\u2019inaugurazione della mostra \u201cThe Square\u201d, dove l\u2019opera protagonista \u00e8 il perimetro di un quadrato appoggiato a terra. Come scritto nella targa dell\u2019installazione, \u201cIl quadrato \u00e8 un santuario di fiducia e altruismo. Al suo interno tutti dividiamo gli stessi diritti e doveri&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma cosa succede quando Christian esce da quel quadrato? E\u2019 indifferente e imperturbabile verso i diseredati che incontra per strada e risponde con piccole azioni solo quando la richiesta di aiuto \u00e8 urlata. \u00a0Fa parte di una collettivit\u00e0 fredda, resa ancora pi\u00f9 diffidente dai divari sociali ed economici nati dalla recessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Saranno le conseguenze di un evento quasi banale a far deragliare questo personaggio, suscitando in lui un vero e proprio terremoto interiore. Durante l\u2019allestimento della mostra, mentre attraversa la piazza antistante il Museo, viene bloccato da una donna urlante che afferma di essere in pericolo di vita. Nel parapiglia, Christian si accorge di essere stato derubato del cellulare e del portafoglio. Insieme al suo assistente, innesca una trappola per costringere il ladro a riconsegnare la refurtiva: di fronte ad un bicchiere di vino rosso, i due scrivono una lettera minatoria a tutti i condomini di un palazzo di periferia da cui \u00e8 giunto il segnale GPS del cellulare rubato. Questo gesto scatener\u00e0 un caos: ne far\u00e0 le spese un bambino dai capelli nerissimi, forse immigrato, che urla a Christian la sua innocenza, metafora di un\u2019umanit\u00e0 defraudata nella propria dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Esplode allora nell\u2019uomo un grande senso di colpa, che erompe in un messaggio video inviato al piccolo. Un <em>mea culpa<\/em> metaforico, simbolo del <em>mea culpa<\/em> dell\u2019intera societ\u00e0: azioni e valori si aggroviglieranno per la sua incapacit\u00e0 di tenere fede alle leggi morali.<\/p>\n<p>Angosciante \u00e8 la performance di un artista che, interpretando gli istinti dell\u2019animale predatore, infierisce con violenza sui malcapitati seduti ai tavoli del lussuoso gal\u00e0 del Museo: la responsabilit\u00e0 individuale e la coesione sociale vengono meno, nessuno tra gli invitati interviene, tutti restano chiusi nel loro individualismo e immobilismo. A cascata, vigliaccamente ognuno attende il primo passo degli altri.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8, allora, la funzione dell\u2019arte?\u00a0 Nessuna, quando il suo messaggio viene contraffatto.<\/p>\n<p>Mentre \u201cThe Square\u201d corre attraverso un sarcasmo pungente, l\u2019analisi di <span class=\"st\">Ruben <em>\u00d6stlund<\/em><\/span> sulla societ\u00e0 attuale si allarga a macchia d\u2019olio su pi\u00f9 fronti. Sotto accusa non \u00e8 soltanto l\u2019universo dell\u2019arte contemporanea, scandito dai diktat del marketing, ma anche il mondo dei media, sempre alla ricerca di un crescente sensazionalismo.<\/p>\n<p>L\u2019inquietante clip pubblicitaria per promuovere \u201cThe Square\u201d rivela quanto l\u2019immagine sia potente, invasiva e capace di interagire in modo brutale con la collettivit\u00e0. \u201cLa clip \u2013 spiega il regista &#8211; esemplifica il ruolo dei media nel modo in cui noi guardiamo alla realt\u00e0 e la fraintendiamo. Credo sia essenziale analizzare questo ruolo, perch\u00e9 le immagini in movimento restano il pi\u00f9 potente mezzo d\u2019espressione che abbiamo mai avuto, nonch\u00e9 il pi\u00f9 pericoloso. Al tempo stesso, un mezzo come il cinema pu\u00f2 fornirci una straordinaria chiave d\u2019accesso al mondo e a nuove esperienze, stimolando il pensiero critico verso aspetti della vita che diamo per scontati\u201d.<\/p>\n<p>Condivido il pensiero di Federico Pontiggia quando sul \u201cIl Fatto Quotidiano\u201d del 10 novembre 2017 afferma che il film \u201cpunta sullo straniamento del pubblico, sulla provocazione fine a noi stessi, sull&#8217;allontanamento dalla zona comfort dello spettatore, sul cinema quale terreno residuale e per\u00f2 privilegiato per riflettere, ridere e provare disagio, e ripetere la serie. Satira sociale, eterodossa commedia dell&#8217;arte e commedia umana, umanissima, &#8216;The Square&#8217; \u00e8 tante cose, ma lo si ammira ancor pi\u00f9 per ci\u00f2 che non \u00e8: banale, scontato, pastorizzato\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paola Olivieri<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 12 2018.\u201cThe Square\u201d, che si \u00e8 aggiudicato la Palma d\u2019Oro al 70\u00b0 Festival di Cannes, \u00e8 firmato da Ruben \u00d6stlund ed interpretato da Elisabeth Moss, Dominic West, Claes Bang, Terry Notary, Linda Anborg, Annica Liljeblad. 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