{"id":7475,"date":"2019-06-19T19:37:50","date_gmt":"2019-06-19T19:37:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=7475"},"modified":"2019-06-19T19:37:50","modified_gmt":"2019-06-19T19:37:50","slug":"i-bellissimicold-war-struggente-storia-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2019\/06\/19\/i-bellissimicold-war-struggente-storia-damore\/","title":{"rendered":"I Bellissimi:Cold War, struggente storia d&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p><strong>COLD WAR<\/strong><\/p>\n<p>Regia di Pawel Pawlikowski<\/p>\n<p><em>Presentato in concorso alla 71\u00b0 edizione del Festival di Cannes (2018), vincitore della Palma d\u2019Oro.<\/em><\/p>\n<p><em>Cast composto da Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, C\u00e9dric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>19\/06\/2019Attraverso Wiktor e Zula, protagonisti dello struggente \u201cCold War\u201d, il regista polacco Pawel Pawlikowski racconta una grande storia d\u2019amore vissuta durante la guerra fredda, per omaggiare il ricordo dei genitori scomparsi nel 1989 poco prima della caduta del Muro di Berlino. \u201cErano tutte e due persone forti e meravigliose, ma come coppia un disastro totale\u201d, ricorda Pawlikowski, che evidenzia come i 40 di vita di coppia dei genitori fossero stati un continuo prendersi e lasciarsi, punirsi a vicenda, separarsi e rincorrersi da una parte all\u2019altra della \u201ccortina di ferro\u201d.\u201d.<\/p>\n<p>La verosimiglianza tra coppia reale e immaginaria \u00e8 generica, ma rappresenta per il regista un modo per evidenziare quell\u2019incompatibilit\u00e0 di vivere stabilmente insieme e al tempo stesso quel folle desiderio di ritrovarsi quando si \u00e8 lontani.<\/p>\n<p>Precipitati nel 1949 in una Polonia povera, piagata dai postumi della guerra, senza elettricit\u00e0, gli etnomusicologi Wiktor ed Irene stanno dando vita alla compagnia itinerante delle Mazurek, ricercando brani musicali folkloristici e giovani del popolo capaci di interpretarli. Il successo di quest\u2019identit\u00e0 culturale riscoperta richiamer\u00e0 l\u2019attenzione del regime, che intravede in essa uno strumento di propaganda.<\/p>\n<p>E\u2019 in una delle tante audizioni che avviene l\u2019incontro tra Zula e Wiktor: lui la preferisce subito ad un\u2019altra candidata che ha migliori capacit\u00e0 canore, tra loro \u00e8 passione rovente.<\/p>\n<p>Il regista pedina, attraverso splendidi primi piani, il lato emozionale di Zula, che emana un fascino magnetico. La ragazza ha un passato oscuro, su cui grava l\u2019ombra dell\u2019assassinio del padre, che forse voleva abusare di lei. Mente sulle proprie origini contadine perch\u00e9 vuole entrare nella compagnia delle Mazurek e sfuggire cos\u00ec \u00a0alla miseria.<\/p>\n<p>La vitalit\u00e0 di Zula fa subito breccia sul timido Wiktor, completamente diverso da lei: silenzioso, tormentato, apparentemente passivo, \u00e8 un eccellente pianista che ha studiato all\u2019estero, forse a Parigi, prima della guerra. In una scena chiave del film l\u2019uomo suona al pianoforte un tema musicale, \u201cLoves You Porgy\u201d di George Gershwin, chiedendo a Zula di cantarlo. Ama follemente il jazz ma si sente limitato nella sua libert\u00e0 artistica e interiore perch\u00e9 \u00e8 vietato dal regime. L\u2019ingiusto licenziamento di Irene scatena in Wiktor un\u2019ulteriore ribellione verso il potere, tanto da spingerlo a sconfinare nel blocco occidentale, cercando nuove opportunit\u00e0 nonostante il fortissimo legame con Zula. \u00a0Un veloce stacco di macchina precipita lo spettatore in un locale parigino, mentre Wiktor suona in Jazz club. Zula esiter\u00e0 a seguirlo, forse perch\u00e8 legata al suo paese.<\/p>\n<p>Nonostante questa fuga, il legame d\u2019amore tra i due non si spezza. Dal 1949 al 1964 vivranno un impetuoso quanto fragile amore, fatto di incontri pericolosi in citt\u00e0 europee come Varsavia, Spalato e Parigi, mentre gli scorci dei luoghi oltre cortina raccontano le evoluzioni sociali e politiche.<\/p>\n<p>Un film apparentemente silenzioso, ma che nasconde un magma di contraddizioni. \u00a0Tra alti e bassi, i due protagonisti provano a legarsi con altri i partner, ma queste relazioni si riveleranno fallimentari. La scelta registica del trasfigurante bianco e nero rende ipnotica questa storia, i giochi di luce, le mille sfumature, le dissolvenze sottolineano quelle emozioni traslate nei loro volti, capaci di aprire e chiudere nuovi capitoli della loro vita.<\/p>\n<p>Mentre lo spettatore viene precipitato in una dimensione fantasmagorica, l\u2019obbiettivo della macchina da presa mette a fuoco le conflittualit\u00e0 della coppia, intrappolata in un <em>amour fou<\/em> che sembra sempre implodere, ma che invece, con tutta la sua forza, si riveler\u00e0 condizionante. Nel 1957 la permanenza dei due a Parigi, che dovrebbe significare la felicit\u00e0 ed appagamenti artistici, si trasforma in un Inferno perch\u00e8 Zula, che canta nei locali, si ubriaca e qualche volta barcolla, in tutti i sensi. Preferir\u00e0, all\u2019improvviso, tornare al suo paese.<\/p>\n<p>E\u2019 dentro questo clima di atemporalit\u00e0 che si susseguono inquadrature ad alto contenuto poetico, che sprigionano un dirompente fiume di emozioni in cui fluttuano i \u00a0\u201cnostri\u201d sognatori, votati alla sconfitta. Se i dialoghi sono brevi, la musica assurge a funzione narrante, scandendo quei momenti nei quali per i due si aprono e chiudono nuovi orizzonti di vita.<\/p>\n<p>Quando Zula rimpatria, Wiktor decide di seguirla in Polonia e conosce il terribile destino a cui andr\u00e0 incontro, finendo in carcere. Sar\u00e0 Zula, attraverso un tacito accordo, a farlo liberare. Ma per i due non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 futuro. Quell\u2019amore che si \u00e8 nutrito di contrasti non ha pi\u00f9 orizzonti. Inseguiti dal ricordo del loro primo incontro, ritorneranno nella chiesa ortodossa in rovina gi\u00e0 apparsa nelle prime immagini, cercando di legarsi in una dimensione che trascende la realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COLD WAR Regia di Pawel Pawlikowski Presentato in concorso alla 71\u00b0 edizione del Festival di Cannes (2018), vincitore della Palma d\u2019Oro. 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