{"id":8283,"date":"2020-09-17T16:36:56","date_gmt":"2020-09-17T16:36:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=8283"},"modified":"2020-10-08T10:28:00","modified_gmt":"2020-10-08T10:28:00","slug":"quando-le-star-diventano-divine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2020\/09\/17\/quando-le-star-diventano-divine\/","title":{"rendered":"Quando le  Star diventano divine&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>17 09 2020 Fin dagli anni Venti, le case di produzioni dell\u2019industria cinematografica americana, crearono una fitta rete di strategie competitive, atte a trasformare l\u2019attore di punta in un divo, assumendone totalmente il controllo dell\u2019immagine e della vita pubblica. Attualmente il fenomeno del divismo con le sue creature inafferrabili\u00a0 \u00e8 mutato e\u00a0 infragilito, in quanto le star vengono anche fotografate senza trucco, oppure mentre sono in procinto di fare jogging. Hanno dimensioni inquietanti gli odierni processi imitativi dei fan che, per assumere i tratti della propria icona, ricorrono alla chirurgia estetica.\u00a0 E&#8217; complesso descrivere l\u2019evoluzione del divismo , ogni epoca elegge il suo mito: sono suggestive le biografie e gli aneddoti delle star mentre scalano il successo. Nella storia del cinema, Marlen Dietrich e Greta Garbo sono state le divine,\u00a0 forse la loro rivalit\u00e0 fu un\u2019invenzione delle rispettive compagnie di produzione, sempre in corsa per fare centro al box office.<\/p>\n<p>La svedese Greta Garbo \u00e8 il simbolo della bellezza aristocratica quanto sfuggente, con una fisicit\u00e0 longilinea e rivoluzionatrice ed il volto dai lineamenti perfetti, sprigionava una sensualit\u00e0 moderna e\u00a0 conturbante. Diventa la star indiscussa del muto ed in seguito del sonoro, a soli 36 anni lascia il cinema ed i contratti milionari. La Garbo scompare dalla vita pubblica riappropriandosi della sua identit\u00e0, dopo questa scelta non conceder\u00e0 pi\u00f9 nessuna intervista. Diversamente da Greta Garbo, Marlen Dietrich quando sbarca negli Usa \u00e8 gi\u00e0\u00a0 in Europa una attrice di successo : ha interpretato la ballerina Lola nel film sonoro \u201cL\u2019angelo azzurro\u201d (1930), imponendosi con la sua voce ed una fisicit\u00e0 procace, sprigionante un nuovo erotismo. La Dietrich firma un contratto con la Paramount, conquista Hollywood con un fascino che sconfina nell\u2019ambiguit\u00e0, intrappolando cos\u00ec uomini e donne: mentre i suoi riccioli biondo-miele cadono in abiti maschili da lei indossati con classe. L&#8217;attrice \u00e8 una donna volitiva ed indipendente, riesce ad inserire nel contratto con la Paramount una fondamentale clausola per la sua carriera: la possibilit\u00e0 di poter scegliere il regista dei suoi film. La Dietrich si assicura cos\u00ec la collaborazione con il regista von Sternberg, che plasmer\u00e0 la sua carriera.<\/p>\n<p>L\u2019attrice durante la Seconda Guerra Mondiale, da cittadina tedesca naturalizzata statunitense raggiunge i vari fronti indossando la divisa militare. Interpreta con voce profonda e struggente \u201cLili Marlen\u201c, la canzone di tutti i soldati stretti nella tragedia della guerra, mentre pensano alla loro donna lontana. Ogni soldato\u00a0 ha la sua Lili Marlen. Anche l\u2019attrice italiana Alida Valli definita la fidanzata d\u2019Italia, debutta in America con Hitchcock ne \u201cIl caso Paradine\u201d (1947) insieme a Gregory Peck e l\u2019anno seguente \u201cMiracolo delle campane\u201d (1948) di Irving Pichel con Frank Sinatra. Quando torner\u00e0 in Europa diventa l\u2019interprete\u00a0 preferita e musa\u00a0 dei grandi maestri.<\/p>\n<p>In Italia ed all\u2019estero la produzione cinematografica del dopoguerra risente dei nuovi assetti politici, sono fotografati dai registi gli squarci di una societ\u00e0 dilaniata e provata dal conflitto, abitata da uomini e donne che cercano invano nuovi modelli di riferimento. L\u2019inserimento di queste nuove tematiche, specchio di una nuova realt\u00e0, cambiano le regole ad Hollywood portando un nuovo tipo di divismo. Tra gli anni \u201840 e \u201850, si afferma il geniale drammaturgo Tennessee Williams, le sue piece spesso traslate nel grande schermo sono dominate da dinamiche di amore-odio che, inasprendosi, dilaniano nuclei familiari stretti in atmosfere soffocanti. Il geniale Elia Kazan rappresenta cinematograficamente alcuni dei suoi i drammi, disegna figure di giovani insofferenti che consumano la loro esistenza in un presente senza speranza. Marlon Brando e James Dean si ergeranno da questo universo di perduti entrando per sempre\u00a0 nell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p>Se Brando incarna ne \u201cUn tram che si chiama desiderio\u201d (1951) di Kazan, l\u2019uomo selvatico quasi violento che si scontra con una fragile donna interpretata da Vivien Leigh, il giovanissimo James Dean ne \u201cLa Valle dell\u2019Eden\u201d (1955), \u00e8 l\u2019uomo che cerca modelli di riferimento. A 65 anni dalla sua morte, James Dean rappresenta il giovane ribelle con il volto corrucciato che rifiuta un mondo ipocrita: i suoi occhi blu mare cercano nell\u2019orizzonte, qualcosa per cui vivere. Morir\u00e0, sempre nel 1955, a soli 24 anni schiantandosi a bordo della sua Porsche: la sua precoce scomparsa ebbe sul pubblico un effetto devastante che lo consacr\u00f2 a mito. Nel magnifico thriller \u201cCaccia al ladro\u201d (1955) di Alfred Hitchcock, la scena chiave del film ha, per la protagonista Grace Kelly, una funesta premonizione: l\u2019attrice \u00e8 nel suo massimo splendore, al volante di un auto con al fianco un Cary Grant spaventato per il contachilometri che si alza mentre la donna\u00a0 sfreccia sulle strette e angolose strade panoramiche della Costa Azzurra .Purtroppo il 14 settembre del 1982 sempre su quella strada Grace Kelly ha un incidente fatale\u00a0 con la figlia Stephanie di Monaco, la sua terzogenita. Il suo mito resiste ancora, la sua carriera di attrice \u00e8 stata brevissima, colma di riconoscimenti, riuscendo a vincere l\u2019Oscar come Miglior Attrice per il film \u201cLa ragazza di campagna\u201d (1955). Romantica e conturbante al tempo stesso, spos\u00f2 il Principe Ranieri nell\u2019aprile del 1956 e la sua cerimonia nuziale \u00e8 considerata come tra le pi\u00f9 suggestive del Novecento.<\/p>\n<p>Anche in Italia il divismo cambia, perch\u00e9 si afferma la corrente cinematografica del Neorealismo, rappresentato dal volto dell&#8217;intensa\u00a0 Anna Magnani. I suoi ruoli sono quelli di una donna che lotta per la sopravvivenza, decisa a non barattare se stessa con qualsiasi forma di compromesso. Tennesse Williams \u00e8 affascinato dal talento e dal carisma della Magnani: scrive per lei \u201cLa rosa Tatuata\u201d che interpreter\u00e0 solo nel grande schermo, diretta da Daniel Mann. Per questo film, l\u2019attrice si aggiudicher\u00e0 nel 1956 l\u2019Oscar quale migliore attrice. Per la terza volta Magnani torna in America e gira \u201cPelle di serpente\u201d (1960) di Sidney Lumet, facendo coppia con il mitico Marlon Brando. I drammi di Tennessee Williams trasportati nel grande schermo sono stati sempre dei successi interpretati da cast stellari. Tra questi ricordiamo: \u201cLo zoo di vetro\u201d, \u201cUn tram che si chiama desiderio\u201d, \u201cLa rosa tatuata\u201d, \u201cBaby doll\u201d, \u201cLa gatta sul tetto che scotta\u201d, \u201cImprovvisamente l\u2019estate scorsa\u201d, \u201cEstate e fumo\u201d, \u201cLa primavera romana della Signora Stone\u201d. Il film \u201cLa gatta sul tetto che scotta\u201d, firmato da Richard Brooks, segna dal punto di vista attoriale l\u2019incontro di una coppia cinematograficamente incandescente. Lei \u00e8 Elisabeth Taylor, la diva dagli occhi viola, ex bambina prodigio che veste i panni di Maggie, l\u2019infelice moglie di Brick, interpretato da Paul Newman il quale, intriso di menzogna, annega nell\u2019alcol il dolore per il suicidio dell\u2019amico Skipper. Indimenticabile \u00e8 la sequenza nella quale la Taylor, distesa nel letto e avvolta da una sottoveste bianca orlata di pizzo, cerca di sedurre il marito. Sempre la Taylor, nel film \u201cImprovvisamente l\u2019estate scorsa\u201d di Joseph L. Mankiewicz, diventa oggetto di desiderio, anzi esca sessuale, usata dal cugino Sebastian per attirare i ragazzi della spiaggia che versando in condizioni economiche precarie accettavano di avere rapporti sessuali a pagamento con lui. La Taylor \u00e8 sublime in questa interpretazione, strabocca di tensione erotica mentre indossa quel seducente costume bianco di seta che diventa trasparente con l\u2019acqua. Sono anni di grande cinema come di matrimoni inaspettati. Nel 1956 Marilyn Monroe \u00e8 al culmine del suo successo, sposa il drammaturgo Arthur Miller autore di &#8220;Morte di un commesso viaggiatore&#8221;, caposaldo del teatro americano contemporaneo per il quale riceve il prestigioso premio Pulitzer. Marilyn \u00e8 la bionda esplosiva, buca lo schermo con la sua camminata ancheggiante, sprigionante una sensualit\u00e0 innocente ma al tempo stesso\u00a0 \u00e8 assediata come James Dean da mille fantasmi ed inquietudini. La sua bellezza diventa fonte di ispirazione, \u00e8 il sogno proibito di milioni di americani e l\u2019agognato successo ed il clamore del pubblico, sono quel sole che non scalda, anzi, la ingabbia. E\u2019 entrata nella storia del cinema la famosa sequenza del film: \u201cQuando la moglie \u00e8 in vacanza\u201d (1955) di Billy Wilder nella quale Marilyn sosta volontariamente su una grata mentre\u00a0 sotto passa la metropolitana ed una folata di vento gli alza la gonna. Il malizioso gesto di Marilyn di tenere gi\u00f9 l\u2019abito, \u00e8 il fotogramma che precede l\u2019indimenticabile bacio tra lei ed il vicino di casa. Quando l\u2019attrice muore in una notte di agosto a soli 38 anni, il mondo rimane senza fiato. Ma c\u2019\u00e8 chi riesce ad diventare un mito vivente: la francese Brigitte Bardot, a soli 39 anni lascia il cinema per dedicarsi agli animali. Brigitte Bardot viene lanciata dal marito, il regista Roger Vadin, a soli 22 anni ne \u201cEt Dieu\u2026 cr\u00e9a la femme\u201d (1956), imponendosi come la ragazza disinibita di dirompente femminilit\u00e0, che sdogana i comportamenti e canoni della bellezza degli anni \u201850. In \u201cEt Dieu\u2026cr\u00e8a la femme\u201d, di grande impatto \u00e8 la sequenza dell\u2019attrice mentre balla a piedi nudi sul tavolo, inseguita da sguardi colmi di desiderio. Ma B.B ha un sex appeal tutto francese, \u00e8 la ribelle piena di charme, paladina di un nuovo modo di vivere la sessualit\u00e0. Guarda l\u2019obbiettivo con occhi magnetici e truccatissimi, mentre i capelli spettinati e biondi cadono sulle succinte magliette a righe e labbra perennemente imbronciate accennano un fuggevole e malizioso sorriso. Per Brigitte, il compositore Serge Gainsbourg scrive \u00abJe t\u2019aime moi non plus\u00bb, una canzone piena di tensione erotica, scandalosa per l\u2019epoca, ritmata da sospiri e parole d\u2019amore. La canzone verr\u00e0 interpretata anni dopo da Jane Birkin.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 una attrice modella inglese dalle gambe chilometriche, fisico magrissimo quasi androgino, sprigionante sensualit\u00e0 espressa anche dai bellissimi occhi, mentre i lunghi capelli gli scivolavano nelle spalle. Tra Serge e Jane scoppia un travolgente amore e dalla loro unione nasce Charlotte, oggi attrice di successo. Nel 1969 entra nel cast del film cult &#8220;La piscina&#8221; di Jacques Deray, insieme a Romy Schneider e Alain Delon. Sempre in quell\u2019anno muore Judy Garland in un albergo londinese per una dose accidentale di barbiturici. Il pubblico ha iniziato ad amare Judy con il personaggio di Dorothy ne \u201cIl mago di Oz\u201d (1933): nessuno sapeva che dietro quel sorriso c\u2019era un presente regolato dalle dure leggi del star system. Judy era un talento straordinario con grande presenza scenica , ebbe una carriera sfolgorante negli anni \u201950, con ruoli cinematografici e tour musicali che registravano sold out.. E\u2019 la splendida protagonista di \u201cE\u2019 nata una stella\u201c (1954), di George Cukor, interpretando Esther; \u00e8 una giovane donna che sbarca ad Hollywood per diventare un&#8217;attrice: l\u2019incontro tra lei e Norman, attore di successo e pigmalione, cambia il suo destino. Il film ebbe un grande successo, ma l\u2019Oscar di miglior attrice venne assegnato a Grace Kelly, per \u201cLa ragazza di campagna. Contemporaneamente in Italia vengono girati film-capolavori come: \u201cLa Dolce Vita\u201d (1960) di Federico Fellini, \u201cIl Gattopardo\u201c (1963) di Luchino Visconti e \u201cL\u2019avventura\u201d (1960) di Michelangelo Antonioni, con attrici di rara bellezza diventate iconiche: Sophia Loren si aggiudica l\u2019Oscar con il film \u201c La ciociara\u201d (1960): la sua carriera, colma di meritati riconoscimenti, corre tra l\u2019Italia e l\u2019America. La bionda Virna Lisi, attrice dalla bellezza raffinata, vola ad Hollywood e gira &#8216;Come uccidere vostra moglie&#8217; (1964) con Jack Lemmon, ed in seguito \u201cDue assi nella Manica\u201d (1966) con Tony Curtis e \u201cU 112 &#8211; assalto al Queen Mary\u201d (1966) con Frank Sinatra: l\u2019attrice preferisce rompere il contratto con lo star System. Claudia Cardinale, attrice di indiscusso fascino e talento, sbarca ad Hollywood ed entra nel cast del film \u201cLa pantera rosa\u201d (1963), di Blake Edwards con David Niven: l\u2019attrice girer\u00e0 film con star del calibro di John Wayne, Anthony Quinn e Tony Curtis etc\u2026Silvana Mangano attrice ed icona, moglie del leggendario produttore Dino De Laurentiis, vive una affascinante evoluzione artistica che merita di essere ricordata. La Mangano conosce il successo planetario non ancora ventenne con \u201cRiso Amaro\u201d (1949) di Giuseppe De Santis, \u00e8 ambientato nelle risaie del vercellese dove\u00a0 le mondine che venivano ingaggiate per la raccolta del riso. In un territorio cinematografico tra Neorealismo e melodramma, si erge Silvana, protagonista di un dramma che sottolinea la difficile condizione lavorativa femminile di quel momento. Il pubblico impazzisce per quella procace ragazza dal fisico statuario, che indossa pantaloncini corti e calzamaglie di lana smagliate, mentre una maglietta nera segna il punto di vita. Il film ricevette una candidatura ai Premi Oscar nel 1951 come Miglior soggetto. La Mangano decide di scegliere con lungimiranza i suoi ruoli cinematografici, diventa una interprete raffinata fino ad elevarsi ad icona enigmatica, quasi una sfinge con occhi\u00a0 sprigionante una rara luce. L\u2019Italia \u00e8 la nazione di registi inimitabili. Fellini con il film spartiacque \u201cLa dolce vita \u201c, genera un linguaggio cinematografico nel quale le illusioni, i sogni e le inquietudini fotografano, a piene mani, un paese in pieno boom ed una societ\u00e0 che sta gettando tra le nebbie i valori fondanti. Negli anni \u201860 sono stati girati molti Kolossal: tra questi ricordiamo lo spettacolare \u201cCleopatra\u201d (1963), diretto da Mankiewicz con un cast incandescente composto anche da Elisabeth Taylor e Richard Burton. Tra i due scoppia un grande amore, segnato anche dalla proverbiale passione della diva per i gioielli e dalla sua cagionevole salute che rende\u00a0 il loro legame\u00a0 ancora pi\u00f9 mediatico. Le star passeggiavano per via Veneto, protagoniste\u00a0 di feste faraoniche tra Roma, Venezia, New York e Parigi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 alla fine degli anni \u201960, i giovani si nutrono di ribellione e nuovi fermenti culturali acquisendo una nuova identit\u00e0 : il divismo cambia ancora il suo volto.<\/p>\n<p>Paola Olivieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 17 09 2020 Fin dagli anni Venti, le case di produzioni dell\u2019industria cinematografica americana, crearono una fitta rete di strategie competitive, atte a trasformare l\u2019attore di punta in un divo, assumendone totalmente il controllo dell\u2019immagine e della vita pubblica. 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