{"id":9232,"date":"2023-01-19T15:30:00","date_gmt":"2023-01-19T15:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/?p=9232"},"modified":"2024-10-20T20:42:25","modified_gmt":"2024-10-20T20:42:25","slug":"limmensita-di-emanuele-crialese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinemaemusica.it\/cinemaemusica\/2023\/01\/19\/limmensita-di-emanuele-crialese\/","title":{"rendered":"L&#8217;immensit\u00e0 di Emanuele Crialese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019immensit\u00e0\u201d, di Emanuele Crialese film in concorso a Venezia 79, \u00e8 un amaro ma potente squarcio di vita familiare degli anni 70, socialmente lontano da quei decisivi mutamenti legislativi che sancivano parit\u00e0 tra i coniugi superando l\u2019obsoleto patriarcato. Clara ( Penelope Cruz) e Felice ( Vincenzo Amato)hanno tre figli, ma sono una coppia in crisi che non riesce a lasciarsi. La figlia maggiore \u00e8 Adriana ( Luana Giuliani), una ragazza attentissima alle umiliazioni subite dalla madre Clara, continuamente tradita dal marito: entrambi &nbsp;sono complici e si stringono nel desiderio di libert\u00e0, sperando cos\u00ec di correre verso nuovi territori emotivi. Ma agli occhi degli altri sono schegge impazzite di un nucleo borghese in quanto non considerano pi\u00f9 la loro casa come rifugio. \u201c Non mi sono aperto al mio mondo, ho raccontato la storia che avevo nel cuore\u201d dichiara il regista ( &nbsp;Emanuele Crialese &nbsp;Regista de L\u2019immensit\u00e0.\u201cHo raccontato la storia che avevo nel cuore\u201d di Camillo De Marco 0709 2022 &nbsp;Cineuropa.org).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La protagonista \u00e8 la nostra adolescente&nbsp; che percepisce il suo corpo femminile estraneo alla sua identit\u00e0 sessuale e tale disagio la spinge a rifiutare il suo nome di battessimo e a farsi chiamare Andrea. \u201c<em>Mi avete fatto mal<\/em>e\u201d, dice l\u2019inquieta adolescente alla madre: \u201c<em>io vengo da un altro pianeta<\/em>\u201d. La madre tace, guarda attonita la figlia abbracciandola con tutta l\u2019immensit\u00e0 dell\u2019amore. Adriana, schiacciata da una incontenibile inadeguatezza, rivolge gli occhi al cielo in cerca di un aiuto alieno, arrivando a rubare e mangiare voracemente le ostie consacrate, viste come depositarie di verit\u00e0 e cambiamento: \u201c<em>E\u2019 pi\u00f9 importante quel che abbiamo dentro o quel che abbiamo fuor<\/em>i!\u201d, dice la ragazza, consapevole di essere attorniata da uomini e donne sorde al suo disagio. Sembrano non esserci vie di fuga n\u00e9 per Adria n\u00e9 per la fragile Clara, umiliata da un marito fedifrago: la bellissima donna vittima di abusi e arcaiche logiche familiari precipita nell\u2019abisso della disperazione perch\u00e9 segnata dalle troppe violenze psicologiche del marito, capace di esprimere solo cinismo. Attimi colmi di amarezza lasciano posto ad una calda spensieratezza espressa dalla stessa Clara, mentre danza insieme ai suoi figli con il sottofondo di canzoni di Raffaella Carr\u00e0. Il carisma ed il candore della show girl entrava nelle case, rompendo con frizzante&nbsp; allegria obsoleti schemi. Per il nevrotico marito di Carla sono solo canzonette, oppure scampoli di evasione. Adriana si ribella alle negazione della libert\u00e0, ed un giorno, come pu\u00f2 succedere nelle fiabe, trascina i fratellini oltre il canneto scoprendo delle baraccopoli: gli occhi di Adriana incontrano quelli di Sara (Penelope Nieto Contie) e tra loro nasce un primo ed indimenticabile legame. Finalmente i suoi occhi percepiscono nuovi orizzonti assaporando nuove emozioni, ma quell\u2019oasi di felicit\u00e0 sar\u00e0 smantellata a causa di una veloce cementificazione: \u201cHanno bonificato tutta la zona, hanno ripulito tutto, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno\u201d, dice l\u2019arrogante padre riferendosi alle baraccopoli, mentre un arcobaleno di pace stava per ricomporre questa famiglia con il ritorno di Clara, da poco dimessa da una clinica psichiatrica. Adriana corre verso il suo sogno frantumato, mentre la presenza della fredda suocera ricompatta al figlio Felice&nbsp; un nucleo di comodo, nel quale \u00e8 impossibile crearsi una identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi avete fatto male!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; pi\u00f9 importante quello che abbiamo dentro o quello che abbiamo fuori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io vengo da un altro pianeta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hanno bonificato tutta la zona , hanno ripulito tutto , non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paola Olivieri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019immensit\u00e0\u201d, di Emanuele Crialese film in concorso a Venezia 79, \u00e8 un amaro ma potente squarcio di vita familiare degli anni 70, socialmente lontano da quei decisivi mutamenti legislativi che sancivano parit\u00e0 tra i coniugi superando l\u2019obsoleto patriarcato. 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