“Stile Arbasino” diretto da Michele Masneri e Antongiulio Panizzi è un bel documentario da vedere e rivedere!
08.01 .2026Filo virgiliano del documentario è il brillante giornalista Michele Masneri che, attraverso un suggestivo stile aneddotico, ricompone l’universo di Alberto Arbasino: uno degli scrittori più misteriosi ed inimitabile del Novecento. L’innamoramento letterario di Masneri per Arbasino scocca con “Anonimo Lombardo”: il giornalista intuisce che si trova di fronte ad un fuoriclasse, creatore di uno stile infiorettato da eccentriche ed ironiche invenzioni. “La casalinga di Voghera” (simboleggiante l’ignoranza). I nipotini dell’ingegnere (seguaci di Gadda). La gita a Chiasso (luogo nel quale non arriva niente di nuovo). Sono gerghi entrati nel linguaggio comune. A. A. ha forgiato il suo genere, signoreggiato da un ineccepibile sguardo critico sempre avvolto in un canovaccio brioso spesso provocatorio. Non solo esegeta, fine osservatore della contemporaneità che ha afferrato tramite interviste scegliendo rampanti personaggi.
Arbasino ci ha lasciato 5 anni fa! Masneri continua ad inseguirlo e noi con lui! Il brillante giornalista tesse una trama emotiva combinando passato e presente: rintraccia i suoi amici di sempre che ricordano di Alberto lati inediti e sfumature sconosciute ai più. Era un fine osservatore di quelle serate con gli aristocratici romani, mix sofisticati tra prelati, raffinati intellettuali e pittori d’avanguardia. Adriana Sartogo, amica di Andy Warhol, apre la sua luminosissima dimora che si affaccia sul Quirinale, rammentando con piacere di aver coniato per Arbasino il termine smandrappato.
Invece, lo storico Giovanni Agosti mostra le bozze dell’ultima versione di “Fratelli di Italia”: inviata dallo stesso Arbasino, convinto pienamente che un’opera non è mai completamente finita. Le edizioni che si sono avvicendate con diverse stesure hanno compendiato l’Italia di ieri e di oggi, attraverso i sogni, i folli amori e le utopie di giovani protagonisti.
Il celebre storico dell’arte antiquario Alvar Gonzales avvicina Masneri nei suoi ricordi romani, parlando del rapporto tra Alberto e la ribelle quanto coltissima principessa Domietta Del Drago. Lo scrittore aveva idealizzato questa nobile che ha avuto una esistenza a dir poco fiabesca: figura di spicco del jet set internazionale e musa di grandi registi.i Desideria in “Fratelli d’Italia” è un personaggio ispirato alla fascinosa nobil donna.
Dietro queste esclusive frequentazioni, firme di una Italia che non c’è più, si celava un fine l’intellettuale che ha dato una unghiata alla letteratura, giocando con un linguaggio che lievitava per l’acume e l’irriverente sarcasmo. Amava discutere e rimanere in stretto contatto con altri giganti quali Moravia, Morante, Calvino, Gadda, Ginzburg e Pasolini. Attivissimo nel Gruppo 63 per sdoganare schemi già prestabiliti in favore di sperimentazione letterarie . Uomo di grande personalità ma circa la sua dimensione affettiva era un uomo schivo: il compagno Stefano, uomo molto discreto è sepolto vicino alla tomba dello scrittore.
Paola Olivieri
