15 01 2026“Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo” è diretto da Giovanni Piscaglia, corre su due percorsi apparentemente estranei, ma riannodandosi suscitano profonde riflessioni sul significato storico religioso del Giubileo.
Le immagini inziali inquadrano folle di pellegrini in cammino verso Roma per il Giubileo: sono uomini e donne che cercano il perdono, anelano l’indulgenza plenaria varcando la Porta Santa di San Pietro. Questo tempo di riconciliazione, ci precipita nell’anno giubilare del 1600 indetto da Clemente VIII, da lui vissuto con grande devozione e umiltà: egli salì in ginocchio la Scala Santa e condivise il suo pasto con i poveri. È proprio in questo anno colmo di fermenti e rinnovamento, che si afferma Michelangelo Merisi detto Caravaggio: egli dipinse “La Vocazione di Matteo” e “ Martirio di San Matteo”, due rivoluzionarie tele che lo rendono il punto di riferimento del Barocco. Né “la Vocazione di San Matteo”, un fascio di luce salvifica parte dal gesto del Cristo arrivando all’uomo che diventerà l’apostolo Matteo. Molto più complessa è la dinamica né “Martirio di San Matteo: una luce misericordiosa quanto svelante, si focalizza sul sicario che sta brandendo la spada su San Matteo e sull’autore morale del delitto. Un uomo elegante che indossa un cappello di piumato.
“Caravaggio è il pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento non ragionamento” dice Claudio Strinati storico eccellente. Riflessione che induce lo spettatore ad interrogarsi sulle tensioni pittoriche che animano quelle monumentali tele, capaci di leggere le incertezze e mutevolezze della contemporaneità. Il viaggio nell’arte di Caravaggio è coinvolgente! Il regista immerge lo spettatore tra violenti giochi di luce che scolpiscono l’espressione volti, essi sono resi vertiginosamente autentici dalla ricerca del Divino.
“ Il bisogno di una redenzione definitiva “dice Suor Gloria Riva che avverte in Caravaggio una sacralità che l’autore rende tangibile con l’intensità di uomini e donne del volgo elevate nelle tematiche religiose –
La bellezza sensuale del quadro “La Madonna dei Palafrenieri. La crudezza in “Giuditta e Oloferne”. La paura e la morte in “Davide con la testa di Golia”. Gli ultimi momenti della vita in Martirio di Sant’Orsola “..
Quadri mero tripudio di potente bellezza che suscitano una reazione emotiva senza pari.
Caravaggio è stato un uomo inquieto. Nel 1606 si macchia di un delitto, è costretto a fuggire da Roma perché è condannato a morte: egli vaga come un fuggiasco tra Napoli, Sicilia e Malta, esprime le paure ed le ossessioni nelle tele che appartengono al tempo nel quale Caravaggio invoca la grazia che non arriva
Muore durante il viaggio di ritorno verso Roma ma si afferma l’artista che ha interpretato più di ogni altro il Giubileo.
Paola Olivieri
Frasi del film Caravaggio è il pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento non ragionamento.
Il bisogno di redenzione definitiva.
