Odissea di Christopher Nolan
13 08 2026Il kolossal “Odissea” firmato da Christopher Nolan è uno spettacolare viaggio dal carattere psicanalitico dentro una delle opere fondanti della cultura occidentale, resa suggestiva dallo stesso regista con avvincenti scontri dei piani narrativi temporali ,inseguiti da una evocativa colonna sonora. Il regista umanizza e riscrive il mito di Ulisse, riattualizza l’Odissea in modo da radicare lo spettatore in una storia che guarda al presente. Dentro la convulsa narrazione filmica, si intrecciano immagini che precipitano lo spettatore dentro un labirinto invaso da allegorie catalizzanti. Si sovrappongono le sequenze della reggia di Itaca invasa dagli impazienti Proci schivati da una imperiosa Penelope ,( Anne Hathaway) con le reazioni emotive di Ulisse ( Matt Damon) insieme a Calipso ( Charlize Theron) mentre camminano in una sterminata spiaggia tra vento e sabbia . L’uomo è fiaccato dai fiori di loro che gli somministra la dea Calipso.“Dimmi cosa ricordi ! gli chiede la dea..
Una moglie, un figlio,.abbiamo vinto guerra” dice l’eroe che inizia a codificare i ricordi visivi e percezione emotive arrivando ad implorare l’aiuto di Calipso per tornare a casa. È innegabile che questo guerriero un tempo arrogante, ora è un uomo stanco, intrappolato in un senso di colpa, ma accetta le sofferenze del difficile ritorno verso Itaca .Gli approdi di fortuna si riveleranno luoghi pericolosi abitati da ambigue creature, alle quali sfuggirà grazie alla sua proverbiale astuzia. Egli perderà progressivamente i suoi uomini , ingordi verso le tentazioni , invece egli resiste ,avviando un percorso evolutivo reso complesso daisuoi tormenti . L’immagine del maestoso cavallo nel cui ventre erano stipati feroci soldati, è da lui vissuto come un incubo ricorrente , perché la vittoria è stata la fine della civiltà . Quell’imponente simulacro abbandonato nella sabbia dai greci, è la trappola che ha sovvertito quei codici di onore che regolavano l’età del bronzo. E che dire della profanazione della legge di Zeus?Le immagini delle mura di Troia in fiamme scuotono Ulisse ,egli non dimentica la scomoda visione di una sacerdotessa trascinata via che ha lo stesso volto della dea Athena. Quest’ultima è una figura enigmatica ma centrale , appare inaspettatamente sorreggendo le sue paure più nascoste E’ dunque una dea oppure solo una visione inconscia ? L’incontro con Circe segna un cambio di rotta per Ulisse,la trasformazione dei suoi soldati in porci ordita dalla maga, è la materializzazione degli istinti più bassi dei suoi uomini da lui istigati verso un potere maschile nelle accezioni negative.
Nolan filma potente sequenze quando il nostro si avventura nell’Ade ,un territorio fangoso , dal quale si ergono tutte le vite spezzate dei cavalieri che ha sacrificato mentre era accecato dalla furore della vittoria : egli li ricorda come spade affilatissime al suo comando, ora sono solo ombre affamate di giustizia avvolte nell’oscurità .
Il film diventa un territorio di espiazione vissuto da Ulisse anche su una zattera mentre attraversa le ire del mare ritrovando se stesso .
“Nessuno mi può impedire di tornare a casa neanche gli dei” dice ma quando approderà ad Itaca assumerà le sembianze di un vecchio mendicante che inaspettatamente ingannerà l’intera reggia, bagnandosi nuovamente le mani con il sangue dei Proci .
L’uomo sceglierà di lasciare lo scettro al figlio Telemaco, è un giovane che non ha infranto la legge di Zeus e non ha gli istinti degli uomini dei Popoli del mare .
Paola Olivieri
Una donna un figlio abbiamo vinto la guerra
Nessuno mi può impedire di tornare a casaa …. neanche gli dei.
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Nessuno mi può impedire di tornare a casa ,,,, neanche gli dei.
Una donna un figlio abbiamo vinto la guerra.
