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” Gli anni più belli” regia di Gabriele Muccino

Gli anni Più belli di Gabriele Muccino.

“Gli anni più belli”, firmato da Gabriele Muccino, è un sincero omaggio al sentimento dell’amicizia che attraverserà i destini dei suoi quattro protagonisti: Paolo, Giulio, Riccardo e Gemma. E’ il collante che ha dato impulso a queste esistenze, tutti si ritrovano brindando alle cose più semplici, è un omaggio alla semplicità dell’amicizia”, dice Muccino. (Il Messaggero.it Gli anni più belli, Muccino si racconta “Tutti i personaggi mi rappresentano” 30 gennaio 2020 di Paolo Travisi).

Nelle prime immagine appare Giulio (Pier Francesco Favino), affermato avvocato con lo sguardo perso tra i fuochi d’artificio dei festeggiamenti di un Capodanno: improvvisamente ricorda che nel 1982 aveva 16 anni e rimase intrappolato in una rivolta studentesca. Tra tafferugli e grida, Giulio insieme all’amico Paolo, soccorrono un ragazzo ferito da arma da fuoco portandolo d’urgenza all’ospedale. Il giovane si chiama Riccardo ( Claudio Santamaria) e per tutta la vita lo chiameranno con il soprannome di Sopravvissu’.

Muccino con il suo stile narrativo febbrile e frenetico, descrive l’incosciente adolescenza dei protagonisti colmi di trepidazione che, correndo verso il futuro con il fiato sospeso, vivono con visceralità le declinazione delle più belle emozioni.

Paolo ( Kim Rossi Stuart) guarda al futuro con occhi sognanti, conoscerà per primo l’amore con la fatale e contesa Gemma che, con il suo fascino ammaliante e distruttivo, sconvolgerà in fase adulta gli equilibri del gruppo. Giulio ( Pier Francesco Favino) con le sue assillanti ambizioni sembra il più grintoso, invece è il più fragile, brucia di desiderio di riscatto perchè soffre di quelle inadeguatezze di chi vive ai margini della società. Riccardo  ( Claudio Santamaria)è stato nutrito dai genitori di ideali: il sogno di entrare nel cinema naufragherà in un eterno precariato. Gemma ( Micaela Ramazzotti) è la ragazza passionale senza radici, fragile sfiduciata verso il prossimo, si pacificherà con se stessa solo nella maturità. Che ne rimarrà di questa grande amicizia, di un grande amore scoccato e di tutte le loro ambizioni?

Sullo sfondo di una trama carica di emozioni, c’è una Italia che cambia socialmente e politicamente mentre “i nostri”, attraverso le scelte più diverse , costruiscono nuove traiettorie fermandosi di fronte a difficili bivi che li avvicineranno e allontaneranno per stagioni della loro vita. Qualcuno deraglierà. Gemma andrà a Napoli a causa della morte della madre e Giulio diventa avvocato di grido, inabissando i suoi ideali. Paolo vivrà con pazienza il precariato scolastico in vista di una cattedra, mentre Riccardo non riuscendo a farsi largo nel giornalismo, si rifugerà nella casa al lago dei suoi genitori. Non c’è dubbio che “Gli anni più belli“, è un  atto di amore al bellissimo “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, del 1974: ma come dice lo stesso Muccino, la generazione del film non ha “vissuto grandi ideali e il boom economico, noi siamo rimasti schiacciati da quella generazione. La nostra è stata un’esperienza di transizione, spaesati dal bagaglio di ideologie politiche, lotta di classe, il film di Scola è stato molto formativo, quella è stata la partenza, ma poi ho preso delle strade molto diverse rispetto all’originale e credo di averlo fatto in modo molto onesto”.(Il Messaggero.it Gli anni più belli Muccino si racconta “ Tutti i personaggi mi rappresentano” 30 Gennaio 2020 Paolo Travisi)

 

Ormai plasmati dal tempo che li ha illusi e disillusi, con figli che gli parlano con le faccine, ripiegati verso una interiorità più matura gridano ancora “Brindiamo alle cose che ci fanno stare bene”, guardando con occhi forse un poco umidi e consapevoli, il futuro che li attende. Ma hanno scoperto cosa ha fatto star bene loro? L’inaspettato perdono che ricostituirà il quartetto e la pacificante forza dell’amicizia li stringe ancora intorno ad un tavolo, mentre quell’eterno ritorno amoroso tra Gemma e Paolo è l‘arcobaleno poetico che aspettiamo con impazienza.

Paola Olivieri

 

 

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paola olivieri

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